Posts Tagged ‘recensione’

Borderdown – Sorjonen

16 ottobre 2021

Sorjonen è una serie di genere poliziesco/thriller finlandese, conosciuta in Italia come Bordertown. Il protagonista è l’ispettore di polizia Kari Sorjonen che si trasferisce con la sua famiglia dalla capitale Helsinki a una cittadina al confine con la Russia (da qui il titolo italiano).

La serie ha avuto un discreto successo e confermo che è una delle migliori che mi sia capitato di vedere. Le indagini, la trama e le sottotrame sono molto ben sviluppate; ma il suo punto di forza è senz’altro la caratterizzazione dei personaggi.

Una cosa di cui mi lamento quasi sempre guardando film e serie tv, è il fatto che i personaggi siano “piatti”. Il cattivo è cattivo, il buono è buono, il pazzo fa il pazzo, e via dicendo. Ci si può quasi sempre aspettare quello che sta per avvenire perché si sa già che il farabutto mente e tradisce, il pazzo farà qualcosa di scemo, il buono verrà ingannato ma alla fine otterrà giustizia.

Non è così nella vita reale. E non è così in Sorjonen. I personaggi cambiano, si evolvono, a volte mentono e a volte dicono la verità, a volte fanno la scelta giusta e tante volte sbagliano. Nella terza e ultima stagione abbiamo dei protagonisti profondamente cambiati rispetto alla prima: cambiati dalla vita, dalle proprie esperienze, dalle sconfitte e dalle vittorie, dagli anni che passano. Perchè nessuno rimane mai uguale a se stesso.

Tre stagioni per 31 episodi, tutto su Netflix. La serie non sarà rinnovata ma dovrebbe uscire un lungometraggio entro la fine del 2021. Il film dovrebbe essere una sorta di atto conclusivo della serie (che comunque è conclusa già così, visto che non lascia trame aperte).

In Italia siamo abituati a vedere tutto sempre doppiato. Io consiglio sempre la visione in lingua originale. Dover leggere i sottotitoli può essere fastidioso all’inizio, ma ci si abitua abbastanza subito. E si può apprezzare meglio la recitazione degli attori nonché la mano del regista.

Buona visione.

 

PS- Questa è stata l’ultima serie che mio fratello, grande appassionato di cinema, mi ha consigliato. Un ottimo consiglio, grazie Alessio. Mi sarebbe piaciuto molto parlarne con lui. Scrivo invece questo post, sperando lo possa leggere da lassù.

 

 

 

Il Silenzio

22 aprile 2020

“È una cosa che esclude, il silenzio, che allontana. Tanto che Vinpeel si chiedeva spesso a chi fosse venuta in mente una cosa del genere, perché se non ci stai attento nel silenzio ti ci puoi perdere, soprattutto nel tuo, di silenzio. Perché ognuno ce l’ha dentro, il suo silenzio e ha imparato a parlarci sopra pur di non sentirlo”

Peppe Millanta – “Vinpeel degli orizzonti” (Edizioni Neo, 15€)

Si fermi qui – Iain Levison (recensione)

14 aprile 2020

Ho finito il romanzo “Si fermi qui“, di Iain Levison.

È il secondo libro che leggo dello scrittore scozzese. Il primo era stato “Fatti fuori” e ne avevo parlato qui.

La lettura di questo romanzo mi ha convinto che Levison sia lo scrittore contemporaneo di maggior talento che conosca. I romanzi che ho letto hanno tutto: ritmo, ironia, amarezza e malinconia, thrilling, analisi e sviluppo psicologo di personaggi che sono vivi e veri, non personaggi “da romanzo”, ma persone che ti sembra di conoscere. O che potresti conoscere. O che forse conosci.

È un peccato che non molti suoi libri siano tradotti in italiano.

Lo consiglio.

Tutto ciò che esiste nel mondo ha due incarnazioni, una per i ricchi e una per… be’, per tutti gli altri. Scegli una cosa qualsiasi: i ricchi ne possiedono la versione migliore. La legge, per esempio.

Iain Levison, Si fermi qui, edizioni e/o, 17€

Manuale per stalker

27 febbraio 2019

Ho letto recentemente “Diario del seduttore” di Søren Kierkegaard.

E’ difficile immaginarsi una persona così depressa e malinconica come Kierkegaard scrivere un libro del genere. Ma tant’è.

In molti passaggi rappresenta quello che al giorno d’oggi sarebbe considerato a pieno merito come “stalking”. In altri ancora è sessista e maschilista.

Una siffatta opera avrebbe vita dura al giorno d’oggi.

Ecco un bell’esempio di stalking: (more…)

La pelle fredda

13 febbraio 2017

Consigliato da un’amica spagnola, ho letto il romanzo “La pelle fredda” di Albert Sánchez Piñol, scrittore catalano che con questo romanzo del 2002 si è affermato definitivamente sulla scena letteraria europea. Io non lo conoscevo, devo ammettere, ma sono stato molto grato alla mia amica che l’ha segnalato.

E’ un libro che mi ha letteralmente e letterariamente colpito e atterrato. Parte un po’ un sordina, ma con lo scorrere delle pagine travolge il lettore con una narrativa secca ed efficace.

Sembrerebbe un fantasy, invece è tutta una metafora della condizione umana, una parabola terrena che alla fine si risolve in modo piuttosto cinico, quasi senza lasciare speranze per il futuro.

Homo homini lupus, diceva Thomas Hobbes: siamo tutti inevitabilmente destinati a diventare predatori di noi stessi?

Straconsigliato. Cinque stelle.

Scrittori

9 febbraio 2017

La donna mi trattenne un momento per il braccio. Forse aveva capito chi ero e cosa facevo lì. Col tono di qualcuno che conferma un sospetto mi disse:

Lei è uno scrittore, non è vero?

Non so perché, ma mi sentii come un delinquente colto in flagrante.

“Sì, e lei è una puttana”, dissi.

Le due accuse si erano equilibrate e me ne andai.

Albert Sánchez Piñol – “Congo inferno verde”

Svezia: a society of individuals

12 aprile 2016

Ho recentemente intervistato Erik Gandini, regista di “Videocracy” e “The Swedish theory of love“. Quest’ultimo lavoro in particolare è molto interessante, in quanto dà un’immagine della Svezia abbastanza fuori dal comune e meno conosciuta.

Chiunque è interessato, può leggere l’articolo cliccando qui.

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve – Recensione

19 ottobre 2015

ilcentenarioHo letto il libro di Jonas Jonasson “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve“, romanzo del 2009 pubblicato in Italia nel 2011.

E’ un gran bel libro.

Dopo il successo mondiale dei romanzi di Stieg Larsson, l’Italia è stata invasa da libri di autori svedesi e scandinavi: le case editrici hanno seguito il filone del successo, com’è ovvio. Peccato che molti romanzi lascino a desiderare. Tutti i libri svedesi che mi è capitato di leggere dopo Larsson mi hanno parecchio deluso: trame deboli, plot narrativi raffazzonati, protagonisti assolutamente improbabili e irreali.

Il libro di Jonas Jonasson invece è il primo che mi ha convinto. Sarà che non è un thriller ma un romanzo/commedia, o sarà perché Jonasson riesce a tratteggiare i suoi personaggi alla perfezione, dando loro vivacità ed umorismo.

Scritto assolutamente bene, con un linguaggio che esce dai normali standard narrativi, lo scrittore svedese con questo libro ha vinto il premio BMF-plaketten 2009, lo stesso che nel 2005 aveva premiato l’autore di “Uomini che odiano le donne”. E capisco il perché!

Consigliatissimo.

PS- Ne è stato tratto anche un film. Se vi capita di vederlo, fatemi sapere com’è!

Il cimitero di Praga – Recensione

30 giugno 2015

Ho letto “Il cimitero di Praga“, romanzo di Umberto Eco del 2010.

E’ un po’ un incrocio tra “Il pendolo di Foucault” e “La coscienza di Zeno”.

In pratica: “La coscienza di Foucault“.

PS- Bel romanzo, storia accattivante. Ma molto “alla Umberto Eco”. Quindi non molto originale per chi ha già letto altri suoi libri.

Chietini

22 Maggio 2015

Dal libro “La costola di Adamo” di Antonio Manzini:

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