Posts Tagged ‘recensione’

La pelle fredda

13 febbraio 2017

Consigliato da un’amica spagnola, ho letto il romanzo “La pelle fredda” di Albert Sánchez Piñol, scrittore catalano che con questo romanzo del 2002 si è affermato definitivamente sulla scena letteraria europea. Io non lo conoscevo, devo ammettere, ma sono stato molto grato alla mia amica che l’ha segnalato.

E’ un libro che mi ha letteralmente e letterariamente colpito e atterrato. Parte un po’ un sordina, ma con lo scorrere delle pagine travolge il lettore con una narrativa secca ed efficace.

Sembrerebbe un fantasy, invece è tutta una metafora della condizione umana, una parabola terrena che alla fine si risolve in modo piuttosto cinico, quasi senza lasciare speranze per il futuro.

Homo homini lupus, diceva Thomas Hobbes: siamo tutti inevitabilmente destinati a diventare predatori di noi stessi?

Straconsigliato. Cinque stelle.

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Scrittori

9 febbraio 2017

La donna mi trattenne un momento per il braccio. Forse aveva capito chi ero e cosa facevo lì. Col tono di qualcuno che conferma un sospetto mi disse:

Lei è uno scrittore, non è vero?

Non so perché, ma mi sentii come un delinquente colto in flagrante.

“Sì, e lei è una puttana”, dissi.

Le due accuse si erano equilibrate e me ne andai.

Albert Sánchez Piñol – “Congo inferno verde”

Svezia: a society of individuals

12 aprile 2016

Ho recentemente intervistato Erik Gandini, regista di “Videocracy” e “The Swedish theory of love“. Quest’ultimo lavoro in particolare è molto interessante, in quanto dà un’immagine della Svezia abbastanza fuori dal comune e meno conosciuta.

Chiunque è interessato, può leggere l’articolo cliccando qui.

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve – Recensione

19 ottobre 2015

ilcentenarioHo letto il libro di Jonas Jonasson “Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve“, romanzo del 2009 pubblicato in Italia nel 2011.

E’ un gran bel libro.

Dopo il successo mondiale dei romanzi di Stieg Larsson, l’Italia è stata invasa da libri di autori svedesi e scandinavi: le case editrici hanno seguito il filone del successo, com’è ovvio. Peccato che molti romanzi lascino a desiderare. Tutti i libri svedesi che mi è capitato di leggere dopo Larsson mi hanno parecchio deluso: trame deboli, plot narrativi raffazzonati, protagonisti assolutamente improbabili e irreali.

Il libro di Jonas Jonasson invece è il primo che mi ha convinto. Sarà che non è un thriller ma un romanzo/commedia, o sarà perché Jonasson riesce a tratteggiare i suoi personaggi alla perfezione, dando loro vivacità ed umorismo.

Scritto assolutamente bene, con un linguaggio che esce dai normali standard narrativi, lo scrittore svedese con questo libro ha vinto il premio BMF-plaketten 2009, lo stesso che nel 2005 aveva premiato l’autore di “Uomini che odiano le donne”. E capisco il perché!

Consigliatissimo.

PS- Ne è stato tratto anche un film. Se vi capita di vederlo, fatemi sapere com’è!

Il cimitero di Praga – Recensione

30 giugno 2015

Ho letto “Il cimitero di Praga“, romanzo di Umberto Eco del 2010.

E’ un po’ un incrocio tra “Il pendolo di Foucault” e “La coscienza di Zeno”.

In pratica: “La coscienza di Foucault“.

PS- Bel romanzo, storia accattivante. Ma molto “alla Umberto Eco”. Quindi non molto originale per chi ha già letto altri suoi libri.

Chietini

22 maggio 2015

Dal libro “La costola di Adamo” di Antonio Manzini:

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“Una volta ero più grande di Zlatan”

15 aprile 2015

tony flygare

Sliding doors. O se vogliamo “occasioni mancate”, come si sarebbe detto prima del famoso film con Gwyneth Paltrow.
È il 19 settembre 1999, il Malmö sta giocando sul campo dell’Halmstad una partita fondamentale per poter sperare di rimanere nell’Allsvenskan, la serie A svedese. A tre minuti dal noventesimo viene concesso un rigore importantissimo per gli ospiti: stanno perdendo 2-1 e un pareggio in trasferta sarebbe preziosissimo per la classifica.
Sul dischetto, rubando la palla a compagni ben più anziani di lui, si presenta un giovane di 18 anni pieno di sé, che in quel momento è la stella della squadra giovanile e una promessa del calcio svedese: si chiama Tony Flygare. Ma qui avviene lo “sliding door”, la porta scorrevole che si chiude in faccia al giovane scandinavo. Tony infatti sbaglia il rigore, il Malmö a fine anno retrocede e lui vede la sua carriera stroncata.
È sempre il 19 settembre 1999 e il Malmö sta giocando sul campo dell’Halmstad. Ma oltre a Flygare, c’è un altro giovane in campo che proprio quel giorno sta facendo il suo esordio in prima squadra col Malmö: si chiama Zlatan Ibrahimovic e la sua stella sarà invece destinata a brillare per molti anni nel firmamento del calcio mondiale. (more…)

Il grande bluff di Gioele Magaldi

28 novembre 2014

Gioele Magaldi è un signore di 43 anni, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico (God), un’associazione massonica da lui creata in polemica col Grande Oriente d’Italia (Goi) di cui faceva o fa ancora parte (non è molto chiaro questo punto).

Ultimamente ha dato alle stampe il libro Massoni. Società a responsabilità illimitata (ed. Chiarelettere) in cui afferma l’esistenza delle Ur-Lodges, una specie di superlogge con all’interno supermassoni che governano il mondo.

E secondo il suo testo, nessuno sfugge a queste superlogge. Sono tutti Massoni: papa Giovanni XXIII, Bin Laden e Al-Baghdadi dell’Isis, Berlusconi, Napolitano, Martin Luther King, i Kennedy, il nazismo, il fascismo, il comunismo, la democrazia, la dittatura, i colonnelli greci, Lenin, Breznev, Mario Monti, Mario Draghi, Letta, D’Alema, Emma Marcegaglia, Merkel, Putin, Obama, Xi Jimping, Lagarde, Padoan, Gandhi, Reagan, Mandela, Agnelli, Clinton, Blair, Hollande, Mazzini, Garibaldi, Bush… Se vi viene in mente qualche altro nome potete aggiungerlo, probabilmente è presente nel libro.

Per Magaldi tutto il mondo è diretto da queste superlogge e da questi supermassoni. Prove a sostegno delle sue tesi: nessuna. (more…)

La Trilogia del Cornetto

28 agosto 2014

trilogia del cornetto

Ho finalmente concluso la visione della Trilogia del Cornetto.

Avevo iniziato per sbaglio tanti anni fa con l’Alba dei morti dementi (il titolo dato alla versione italiana è orribile, lo so), un film che mi aveva letteralmente fulminato.

Un’opera fantastica, una storia divertentissima e comica che però nasconde almeno 2 o 3 temi sottotraccia quali l’emarginazione, la (spesso mancata) affermazione nella società e l’alienazione.

Quest’ultimo in particolare è un tema abbastanza ricorrente nei tre film diretti da Edgar Wright, presente anche nell’ultimo della trilogia, La fine del mondo. Infatti dietro (e oltre) una vicenda comica, si nasconde sempre una critica feroce alla società contemporanea e al suo stile di vita che ci trasforma inconsapevolmente in zombie o in robot vuoti tutti uguali.

Dei tre lavori con protagonista il duo formato da Simon Pegg e Nick Frost, il migliore è senz’altro il primo. L’ultimo – molto notevole anch’esso – ricalca in parte la linea del primo. Forse il peggiore è proprio quello che paradossalmente ha ottenuto il maggiore successo al botteghino, Hot Fuzz, che comunque rimane una grandissima presa in giro dei canoni del film di azione e un’ottima commedia.

Per concludere, mi permetto di consigliare a tutti la visione della Trilogia.

Bukowski, l’Irregolare

3 maggio 2014

Francesco Maria Del Vigo intervista per il Giornale Roberto Alfatti Appetiti, che ha appena pubblicato il libro Tutti dicono che sono un bastardo. Vita di Charles Bukowski (edizioni Bietti). Ne esce fuori un quadro dello scrittore americano fuori dai soliti canoni letterari.

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[…]

Era un irregolare puro.
“Non era uno che strillava contro il sistema con la speranza di essere cooptato. Anche quando diventa un vip, rimane comunque il solitario di un tempo e continua a denunciare l’ipocrisia della società letteraria, marcando la siderale distanza dai salotti che contano. Ed è una cosa rara, se non unica. Perché spesso gli irregolari sono tali solo a tempo determinato, nella misura in cui essere contro è utile per conquistare un posto al sole e godere di una rendita di posizione, fosse anche di finta opposizione. Bukowski, invece, non faceva desistenze neppure con chi poteva avere i suoi stessi nemici. Non ha fatto niente che potesse facilitarlo. Basti pensare al pacifismo: lui era contro la guerra ma non ha goduto dei vantaggi di cui avrebbe potuto avvantaggiarsi uno scrittore pacifista. Perché era anche contro i pacifisti e ci teneva a farlo sapere”.

E in Italia c’è stato qualcuno un po’ come lui, nel suo solco di intellettuale irregolare e rigorosamente disorganico?
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