Al liceo negli anni ’90

8 marzo 2019

In questi giorni va molto in voga il revival anni ’90, a causa della scomparsa di due miti di quel periodo. Allora perché non parlare dei miei anni ’90?

Il mio periodo liceale è stato, come dire… molto interessante. Ero uno studente sicuramente dotato, ma anche senza voglia alcuna di studiare. O meglio: studiavo solo quello che volevo io. Per questo i miei voti potevano variare dall’1 al 9 (e non sto scherzando: una volta presi 1 al compito di fisica e un’altra presi 9 a latino o storia, non ricordo bene).

Per molti professori ero un incubo, ero il classico adolescente ribelle che provoca e fa casino e che non si sottomette all’autorità costituita. Alcuni professori invece – i migliori – si facevano rispettare non grazie all’autorità, ma alla loro autorevolezza.

Con altri invece avevo una sorta di rapporto alla pari, un amore/odio a seconda delle occasioni.

 

Non saprei far rientrare il mio professore di inglese in nessuna di queste categorie. Era il nostro oggetto principale di scherzi, eppure era allo stesso tempo anche rispettato. Forse perché stava (quasi) sempre allo scherzo e non si arrabbiava. O forse perché sapeva scindere in maniera molto corretta il ragazzo dallo studente, non lasciandosi andare a simpatie personali.

Faccio qualche esempio.

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Manuale per stalker

27 febbraio 2019

Ho letto recentemente “Diario del seduttore” di Søren Kierkegaard.

E’ difficile immaginarsi una persona così depressa e malinconica come Kierkegaard scrivere un libro del genere. Ma tant’è.

In molti passaggi rappresenta quello che al giorno d’oggi sarebbe considerato a pieno merito come “stalking”. In altri ancora è sessista e maschilista.

Una siffatta opera avrebbe vita dura al giorno d’oggi.

Ecco un bell’esempio di stalking: Leggi il seguito di questo post »

Tempi moderni

24 gennaio 2019
  • Sveglia
  • Doccia
  • Lavoro
  • Casa
  • Cena
  • Netflix
  • Letto

 

Buona vita!

L’Intellighenzia

5 dicembre 2018

“Non leggono nulla, si citano a vicenda, reputano giusto solo ciò in cui credono. Soprattutto non ascoltano”.

Luigi Mascheroni

Aforismi/38

3 dicembre 2018

“…per uno di quei troppi richiami alla realtà che rovinano l’esistenza agli esseri umani…”

Pino Cacucci – “San Isidro Futból”

Addio Piero

29 ottobre 2018

E’ morto Piero Del Papa, ex pugile professionista e conosciuto in tutto il mondo per essere stato il mitico barbiere di Osvaldo nel film “Lo chiamavano Bulldozer“.

Ciao Piero!

A che punto siamo con “l’unione” nell’Unione Europea

9 ottobre 2018

Un piccolo articolo che ho scritto qualche settimana fa per la ONG Mistral, che si occupa di promuovere e rafforzare i diritti dei cittadini europei all’interno dell’UE.

Quattro interviste a quattro cittadini italiani che raccontano come trasferirsi da un Paese all’altro in Europa non sia così semplice e anche come la situazione in Svezia non sia tutta rose e fiori come alcuni in Italia credono.


Voices from EU citizens

Mistral has conducted interviews with four EU citizens. Here are their stories.
«I had problems with more or less all public agencies: with the Tax Office, with the Employment authority, even with the banks. Everywhere I went, I was never able to get full and complete information, it was always partial and sometimes also incorrect».
The story of Annamaria Vercellone, 58 years old from Vercelli, is similar to the one of many others European migrants, not only Italians: They move to Sweden convinced by the work opportunities the European Union offers, but they are faced with a reality that is very different from the one described in the medias and by the institutions. In practice what is a fundamental principle of the EU, the free movement of workers, is being hampered by government agencies that place many obstacles and limits to its application. Bureaucracy and lack of knowledge often come into the way of a correct application of the free movement of persons.

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Cucina italiano

25 settembre 2018

A volte basta l’insegna per distinguere un vero ristorante italiano da uno finto.

Autostrade per l’Italia

17 agosto 2018

 

Qualche anno fa stavo guidando in autostrada con un’amica svedese.

Vede il casello e mi chiede cos’è.

 

– “Cos’è?”

– “Le autostrade in Italia si pagano”.

“E perché si pagano?”

– “Be’, per la manutenzione, per la modernizzazione e costruire nuove tratte”.

– “Ma non è anche per quello che si pagano le tasse, affinché lo Stato offra i servizi fondamentali ai cittadini?”

– “…”

 

A volte la logica ferrea degli stranieri, non abituati alle dinamiche nostrane, mi lascia basito.

Un approfondimento sul “caso” Elin Ersson

27 luglio 2018

Elin Ersson è una studentessa e attivista svedese di 21 anni balzata recentemente alle cronache mondiali grazie a questa protesta.

Per farla breve, la giovane ha postato un video su Facebook in cui si è opposta al rimpatrio di un cittadino afghano. Ersson, rifiutando di sedersi, ha interrotto le operazioni di decollo costringendo il capitano dell’aereo a far scendere dal velivolo sia lei che il cittadino afghano.

“Vittoria!” gridano tutti.

Bah, vediamo meglio come sono andate le cose in realtà.

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