Hey, do you have a bullshit job?

17 luglio 2019

“Do I have a bullshit job?”

This is probably the first question that comes to mind after reading “Bullshit Jobs: a theory” written by the American anthropologist David Graeber. The book is about nonsense work that makes you rich and unhappy and is the basis for the new global capitalism.

It is a very interesting essay, which offers much food for thought. Starting with the primary issue: what is a bullshit job? After trials and errors, Graeber arrives at the final definition: “A bullshit job is a form of paid employment that is so completely pointless, unnecessary, or pernicious that even the employee cannot justify its existence even though, as part of the conditions of employment, the employee feels obliged to pretend that is not the case”.

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“Bullshit jobs”: fai anche tu un lavoro inutile?

2 luglio 2019

“Faccio anche io un lavoro del cazzo?”

È questa la prima domanda che ci si pone non appena si inizia la lettura del saggio “Bullshit Jobs” dell’antropologo statunitense David Graeber. Il libro, come dice il sottotitolo, tratta delle “professioni senza senso che rendono ricco e infelice chi le svolge e costituiscono il fondamento del nuovo capitalismo globale. In italiano potrebbero definirsi lavori del cavolo”.

A parte la pudicizia del sottotitolo (io parlerei proprio di “lavori del cazzo”, ma continuerò usando “cavolo” per rispetto nei confronti dell’editore), è un libro veramente interessante.

Offre molti spunti di riflessione a cominciare dalla questione primaria: cos’è un lavoro del cavolo? Dopo alcuni tentativi, Graeber arriva alla definizione finale: “Per lavoro senza senso si intende un’occupazione retribuita che è così totalmente inutile, superflua o dannosa che nemmeno chi la svolge può giustificarne l’esistenza, anche se si sente obbligato a far finta che non sia così”.

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Utopia

26 giugno 2019

Per l’uomo con spirito d’inventiva non esiste nessuna Utopia: esiste solo il non-ancora.

Thea von Harbou – “Metropolis”

La dittatura del lavoro

13 giugno 2019

Pillole di Svezia/14

25 aprile 2019

In Svezia si fa la fila, sempre e dovunque.

Una normale fermata dell’autobus svedese

Al liceo negli anni ’90

8 marzo 2019

In questi giorni va molto in voga il revival anni ’90, a causa della scomparsa di due miti di quel periodo. Allora perché non parlare dei miei anni ’90?

Il mio periodo liceale è stato, come dire… molto interessante. Ero uno studente sicuramente dotato, ma anche senza voglia alcuna di studiare. O meglio: studiavo solo quello che volevo io. Per questo i miei voti potevano variare dall’1 al 9 (e non sto scherzando: una volta presi 1 al compito di fisica e un’altra presi 9 a latino o storia, non ricordo bene).

Per molti professori ero un incubo, ero il classico adolescente ribelle che provoca e fa casino e che non si sottomette all’autorità costituita. Alcuni professori invece – i migliori – si facevano rispettare non grazie all’autorità, ma alla loro autorevolezza.

Con altri invece avevo una sorta di rapporto alla pari, un amore/odio a seconda delle occasioni.

 

Non saprei far rientrare il mio professore di inglese in nessuna di queste categorie. Era il nostro oggetto principale di scherzi, eppure era allo stesso tempo anche rispettato. Forse perché stava (quasi) sempre allo scherzo e non si arrabbiava. O forse perché sapeva scindere in maniera molto corretta il ragazzo dallo studente, non lasciandosi andare a simpatie personali.

Faccio qualche esempio.

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Manuale per stalker

27 febbraio 2019

Ho letto recentemente “Diario del seduttore” di Søren Kierkegaard.

E’ difficile immaginarsi una persona così depressa e malinconica come Kierkegaard scrivere un libro del genere. Ma tant’è.

In molti passaggi rappresenta quello che al giorno d’oggi sarebbe considerato a pieno merito come “stalking”. In altri ancora è sessista e maschilista.

Una siffatta opera avrebbe vita dura al giorno d’oggi.

Ecco un bell’esempio di stalking: Leggi il seguito di questo post »

Tempi moderni

24 gennaio 2019
  • Sveglia
  • Doccia
  • Lavoro
  • Casa
  • Cena
  • Netflix
  • Letto

 

Buona vita!

L’Intellighenzia

5 dicembre 2018

“Non leggono nulla, si citano a vicenda, reputano giusto solo ciò in cui credono. Soprattutto non ascoltano”.

Luigi Mascheroni

Aforismi/38

3 dicembre 2018

“…per uno di quei troppi richiami alla realtà che rovinano l’esistenza agli esseri umani…”

Pino Cacucci – “San Isidro Futból”