La fatica di scrivere

Allora una volta, da solo, sono andato al New York Times. Mi sono presentato […] e ho chiesto di passare una settimana tra di loro. Ho passato una settimana bellissima perché mi hanno messo a lavorare, a girellare fra i banconi della cronaca e poi della redazione esteri, e lì ho fatto una scoperta stupenda. Io ero cosciente che per me scrivere era difficile, che proprio avevo difficoltà a scrivere, una difficoltà che in parte mi è rimasta per tutta la vita. Allora scoprii che, nella redazione, c’era una porta sempre chiusa al pomeriggio e chiesi “Ma chi ci sta lì?” “Ah, lì c’è James Reston!”. James Reston stava lì quattro, cinque, sei ore, chiuso in quella stanza, per scrivere le sue 120 righe. Cacchio! Se quest’uomo che, quando lo leggevi al mattino, sembrava avesse scritto la cosa più semplice, più distensiva, meno sofferta, era uno che ci metteva cinque o sei ore per scrivere il suo bigolino, questo mi consolava moltissimo.

Tiziano Terzani  – “La fine è il mio inizio”

“rubato” dal blog di Luca Chioatero

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2 Risposte to “La fatica di scrivere”

  1. semprevento Says:

    ..io credo che scrivere sia un’arte…

    Tiziano ha in me un posto speciale.

    ..ogni tanto rubo anch’io… :-)
    buona giornata
    vento

  2. semprevento Says:

    PS:
    http://sempreventophoto.wordpress.com/2011/10/31/a-te-tiziano/

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