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Boncompagni

16 aprile 2017

E’ morto Gianni Boncompagni.

Io lo ricorderò per sempre come colui che ha realizzato questa pessima intervista a Rino Gaetano, in cui cerca di fare il bullo con il cantautore calabro-romano e ne rimane inevitabilmente umiliato dalle colte citazioni del cantautore stesso.

Inoltre l’affermazione riguardo la canzone “Gianna” che Rino Gaetano aveva appena portato a Sanremo, il cui testo “forse non vuol dire niente”, commenta da sé il livello intellettuale e culturale del presentatore.

Se vi volete rivedere la scena, eccola qui, dal minuto 5,20:

“La massoneria ha ucciso Rino Gaetano”

2 giugno 2013

Esattamente 32 anni fa, il 2 giugno 1981, moriva Rino Gaetano.

Nele librerie sta per uscire un libro che cerca di far luce sulla strana fine del cantautore, morto di notte in seguito a un incidente in automobile e rifiutato da ben 5 ospedali.

Bruno Mautone, avvocato ed ex sindaco di Agropoli, ha dato alle stampe “Rino Gaetano, assassinio di un cantautore”. Nel testo analizza accuratamente i testi delle sue canzoni, avanzando la teoria che Gaetano sia stato ucciso dalla massoneria deviata perché nei suoi album si nasconderebbero “chiare e incontrovertibili allusioni ai protagonisti dei misteri più scabrosi della cronaca affaristica e giudiziaria d’Italia”.

D. Casualità, forse coincidenze…
R. Può darsi. Ma sono troppe e troppo circostanziate. Si prenda E Berta filava, che è un altro brano famosissimo.
D. Sì una filastrocca.
R. È soprattutto la denuncia sugli imbrogli legati allo scandalo Lochkeed del 1976 (tangenti ai ministri in cambio di acquisto di aerei Usa, ndr) e sull’identità delle vere Antelope Cobbler.
D. Addirittura?
R. Mario e Gino, i due personaggi con cui Berta filava citati nel brano, sono gli ex ministri Mario Tanassi e Luigi Gui che Rino Gaetano ritiene i capri espiatori dello scandalo, condannati per salvare i grossi calibri della Democrazia cristiana.
D. E il «bambino che non era di Mario e non era di Gino»?
R. È la Lockheed, il cui presidente si chiamava Robert Gross.
D. Berta allora starebbe per Robert?
R. Esatto.

Nell’intervista viene detto che mai nessuno se ne sarebbe accorto. In realtà l’argomento era già stato trattato piuttosto approfonditamente da Paolo Franceschetti in due articoli: qui e qui.

Chi comunque volesse saperne di più sul libro di Bruno Mautone, “Rino Gaetano, assassinio di un cantautore”, può leggere una sua intervista su Lettera 43.

Resta vile maschio, dove vai?

29 ottobre 2010

Oggi Rino Gaetano avrebbe compiuto 60 anni. Sembra assurdo. Perché è morto giovane e di lui ci è rimasta quella faccia da eterno ragazzo. Con quell’espressione che sembra sempre ti stia prendendo un po’ per i fondelli.

Se n’è andato presto Rino. Ci sono rimaste però le sue bellissime canzoni ad accompagnarci. Canzoni scritte più di trenta anni fa e che sembrano invece scritte ieri. A testimonianza di quanto stesse avanti rispetto alla società e alla musica di allora e in fondo anche quanto indietro sia rimasta l’Italia di oggi.

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