Posts Tagged ‘morte’

Boncompagni

16 aprile 2017

E’ morto Gianni Boncompagni.

Io lo ricorderò per sempre come colui che ha realizzato questa pessima intervista a Rino Gaetano, in cui cerca di fare il bullo con il cantautore calabro-romano e ne rimane inevitabilmente umiliato dalle colte citazioni del cantautore stesso.

Inoltre l’affermazione riguardo la canzone “Gianna” che Rino Gaetano aveva appena portato a Sanremo, il cui testo “forse non vuol dire niente”, commenta da sé il livello intellettuale e culturale del presentatore.

Se vi volete rivedere la scena, eccola qui, dal minuto 5,20:

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“Aubade” di Philippe Larkin

16 novembre 2016

I work all day, and get half-drunk at night.
Waking at four to soundless dark, I stare.
In time the curtain-edges will grow light.
Till then I see what’s really always there:
Unresting death, a whole day nearer now,
Making all thought impossible but how
And where and when I shall myself die.
Arid interrogation: yet the dread
Of dying, and being dead,
Flashes afresh to hold and horrify.
The mind blanks at the glare. Not in remorse
– The good not done, the love not given, time
Torn off unused – nor wretchedly because
An only life can take so long to climb
Clear of its wrong beginnings, and may never;
But at the total emptiness for ever,
The sure extinction that we travel to
And shall be lost in always. Not to be here,
Not to be anywhere,
And soon; nothing more terrible, nothing more true.

This is a special way of being afraid
No trick dispels. Religion used to try,
That vast, moth-eaten musical brocade
Created to pretend we never die,
And specious stuff that says No rational being
Can fear a thing it will not feel, not seeing
That this is what we fear – no sight, no sound,
No touch or taste or smell, nothing to think with,
Nothing to love or link with,
The anasthetic from which none come round.

And so it stays just on the edge of vision,
A small, unfocused blur, a standing chill
That slows each impulse down to indecision.
Most things may never happen: this one will,
And realisation of it rages out
In furnace-fear when we are caught without
People or drink. Courage is no good:
It means not scaring others. Being brave
Lets no one off the grave.
Death is no different whined at than withstood.

Slowly light strengthens, and the room takes shape.
It stands plain as a wardrobe, what we know,
Have always known, know that we can’t escape,
Yet can’t accept. One side will have to go.
Meanwhile telephones crouch, getting ready to ring
In locked-up offices, and all the uncaring
Intricate rented world begins to rouse.
The sky is white as clay, with no sun.
Work has to be done.
Postmen like doctors go from house to house.

Droghe

22 novembre 2014

Essere utili anche da morti

23 luglio 2014

Geniale pubblicità di un’agenzia funebre romana. “Cremazione Diamond: stavolta tuo marito non potrà dirti di no”. Su cosa il maritino non potrà opporsi? E perché? Semplice: “Trasformiamo in diamante le ceneri dei tuoi cari”.

Taffo agenzia funebre

Segnalato dal Primissimo.

Ne parla anche il Messaggero.

Ayrton

1 maggio 2014

Vent’anni fa esatti, il 1° maggio 1994, moriva Ayrton Senna.

Per quel che mi riguarda, è stato il pilota di Formula 1 più forte che abbia mai visto.

senna

“La massoneria ha ucciso Rino Gaetano”

2 giugno 2013

Esattamente 32 anni fa, il 2 giugno 1981, moriva Rino Gaetano.

Nele librerie sta per uscire un libro che cerca di far luce sulla strana fine del cantautore, morto di notte in seguito a un incidente in automobile e rifiutato da ben 5 ospedali.

Bruno Mautone, avvocato ed ex sindaco di Agropoli, ha dato alle stampe “Rino Gaetano, assassinio di un cantautore”. Nel testo analizza accuratamente i testi delle sue canzoni, avanzando la teoria che Gaetano sia stato ucciso dalla massoneria deviata perché nei suoi album si nasconderebbero “chiare e incontrovertibili allusioni ai protagonisti dei misteri più scabrosi della cronaca affaristica e giudiziaria d’Italia”.

D. Casualità, forse coincidenze…
R. Può darsi. Ma sono troppe e troppo circostanziate. Si prenda E Berta filava, che è un altro brano famosissimo.
D. Sì una filastrocca.
R. È soprattutto la denuncia sugli imbrogli legati allo scandalo Lochkeed del 1976 (tangenti ai ministri in cambio di acquisto di aerei Usa, ndr) e sull’identità delle vere Antelope Cobbler.
D. Addirittura?
R. Mario e Gino, i due personaggi con cui Berta filava citati nel brano, sono gli ex ministri Mario Tanassi e Luigi Gui che Rino Gaetano ritiene i capri espiatori dello scandalo, condannati per salvare i grossi calibri della Democrazia cristiana.
D. E il «bambino che non era di Mario e non era di Gino»?
R. È la Lockheed, il cui presidente si chiamava Robert Gross.
D. Berta allora starebbe per Robert?
R. Esatto.

Nell’intervista viene detto che mai nessuno se ne sarebbe accorto. In realtà l’argomento era già stato trattato piuttosto approfonditamente da Paolo Franceschetti in due articoli: qui e qui.

Chi comunque volesse saperne di più sul libro di Bruno Mautone, “Rino Gaetano, assassinio di un cantautore”, può leggere una sua intervista su Lettera 43.

Morosini e il tempo che passa

14 aprile 2013

Il 14 aprile 2012 è morto a Pescara Piermario Morosini.

Io in quel fine settimana ero tornato in città da Torino. Il sabato avevo appuntamento al mare per giocare a biglie con gli amici. Ricordo che non era una brutta giornata, primaverile anche se con qualche nuvola. Appresi della morte del ragazzo andando in macchina. Il Pescara dei miracoli giocava in casa col Livorno: sarebbe dovuta essere l’ennesima bella vittoria, ma dopo pochi minuti già perdeva 2-0. Poi dopo mezzora il fatto e la partita sospesa.

Al bar Napoli vidi per la prima volta le immagini dell’accaduto, veramente drammatiche. Poi andammo a giocare a biglie in spiaggia.

Fu una bella giornata, nonostante tutto. Ci divertimmo. Io ero abbastanza sereno, il lavoro mi piaceva e a Torino ci si divertiva ancora parecchio.

Nel corso del pomeriggio vedemmo Immobile e Insigne passeggiare in bicicletta sul lungomare con qualche altro compagno che non riconoscemmo. Ricordo che avevamo pensato che se fossero ripassati anche al ritorno, dovevamo assolutamente fermarli per costringerli a fare un tiro di biglie con noi.

È passato un anno. Sembra passato un secolo.

 

PS- Il mio amico Matteo mi ha raccontato di aver giocato contro Morosini ai tempi delle giovanili nella Sampdoria. Mi ha detto che se lo ricorda molto bene proprio perché è stato uno dei giocatori più forti contro cui abbia mai giocato. Questo post è dedicato a lui, Piermario.

Il Master in Morte

4 ottobre 2012

Sono aperte le iscrizioni al Master in Morte.

Non è uno scherzo.

Epitaffio

19 luglio 2012

Chi non ci ha mai pensato?

Aforismi

12 gennaio 2011

Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle; appartiene alla morte la vita passata.

Seneca