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Siria: la strage di Houla e le bugie dei media

13 giugno 2012

Siria 2012? No, Iraq 2003

Si è scritto molto sulla strage di Houla in Siria, dove sono morti in maggioranza bambini. Si è scritto molto e a volte anche a sproposito.

La rete televisiva inglese Bbc ha diffuso inizialmente una foto con file di decine di corpicini avvolti in un sudario bianco. Una foto dal forte impatto emotivo che voleva denunciare il massacro perpetrato dal regime di Assad in Siria. Peccato che fosse un falso: infatti l’immagine era del 2003, scattata dal fotografo italiano Marco Di Lario in Iraq. Fortunatamente se ne è accorto lui stesso, denunciandolo sulla pagina Facebook. “Qualcuno sta usando illegalmente una delle mie immagini per la propaganda antisiriana sulla homepage della Bbc”, ha scritto sulla sua bacheca. Il London Telegraph ha denunciato la mistificazione della Bbc, ma alla tv inglese non è importato nulla e non ha fatto alcuna rettifica.

Ma chi ha compiuto poi davvero la strage?

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Cosa succede in Siria/8

12 marzo 2012

Un illuminante articolo di Marinella Correggia che spiega molto bene come si fa informazione (sbagliata) sulle vicende siriane.

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di Marinella Correggia

Come è successo per la Libia pochi mesi prima, in Siria media occidentali e arabi ma anche organismi onusiani e Ong diffondono come oro colato i dati e i video preparati dai soli oppositori,, a servizio di una narrazione a senso unico: “un intero popolo di vittime civili e disarmate dell’efferata repressione del regime”. Il 28 febbraio titola la Reuters (http://www.reuters.com/article/2012/02/28/syria-idUSL5E8DRAQZ20120228): “Le forze di sicurezza siriane hanno ucciso oltre .7500 civili dall’inizio della rivolta, dichiara un funzionario Onu”. In realtà, Lynn Pascoe, sottosegretaria onusiana agli affari politici, non ha specificato chi abbia ucciso chi. E lascia anche indeterminata la fonte, i soliti  ‘rapporti credibili’. Stilati però da oppositori e da media chiaramente schierati, come quelli che a Homs erano embedded con gli armati. Le contraddizioni  nella narrazione sono molte e si notano perfino senza essere stati in loco.

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