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La Libération dei giornali

10 febbraio 2014

liberation

Questa qui sopra è stata la prima pagina di qualche giorno fa del quotidiano francese Libération.

Succede infatti che la proprietà del giornale, per fronteggiare la crisi delle vendite, voglia trasformare la sede di Libération in un centro culturale con set televisivo, studi radiofonici, un ristorante e un “incubatore di start up”. I giornalisti però protestano: “Noi siamo un giornale”, titolano a nove colonne.

Per quel che mi riguarda, siamo di fronte all’ennesima inutile autodifesa dei giornalisti, che si ostinano a comportarsi come se dovessere difendere un fortino dagli attacchi esterni.

Cari miei: i tempi cambiano e tutto si evolve. Se non vi sbrigate a capirlo, non ci sarà più nessun giornale da difendere. Perché nessuno vi chiede di fare anche i baristi e i registi, ma è nel diritto della proprietà il voler differenziare il proprio business (ché i giornali questo sono adesso: un business). Anzi, sarebbe proprio nel vostro interesse; solo così potrete fronteggiare la crisi economica dei quotidiani e continuare “liberamente” nel vostro lavoro.

Altrimenti, sarebbe proprio il caso che iniziaste a capire come si fa un Martini Dry.

La liberté de la presse

13 gennaio 2014

Chi segue questo modesto blog, sa che non ho una buona opinione del giornalismo italiano, che giudico di bassa qualità. Tuttavia questo post è dedicato a tutti quelli che cianciano spesso di “libertà di stampa” in Italia, biascicando di “censura” e di “editoria corrotta dai gruppi industriali e dalla politica”, senza sapere che spesso (purtroppo) la situazione all’estero è la stessa. Se non peggiore a volte.

In Francia hanno beccato il Presidente della Repubblica francese François Hollande con l’amante, un’attrice di nome Julie Gayet. A fare lo scoop è stato Closer, un settimanale transalpino. La notizia ha fatto il giro del mondo, mentre in Francia i giornali l’hanno letteralmente taciuta, motivando la decisione con il “rispetto della privacy”.

Non solo: tramite il suo avvocato, la Gayet è riuscita anche a far rimuovere le immagini dello scandalo dal sito del magazine. Se non è censura questa…

Pensate cosa sarebbe successo in Italia o in Inghilterra, dove alla stampa nazionale piace un sacco sfruculiare nei letti dei politici. (more…)