Posts Tagged ‘lavoro’

Lavorare 6 ore al giorno: la verifica delle fonti (parte 2 di 2)

14 ottobre 2015

Come detto ieri, ricevo questo articolo di Repubblica da un amico: in Svezia vogliono introdurre le 6 ore lavorative giornaliere.

Siccome vivo in Svezia e non ne ho mai sentito parlare, ho voluto approfondire la questione.

Ebbene: è una grandissima vaccata!

In pratica tutto è nato da questo articolo pubblicato il 16 giugno 2015 dalla rivista svedese Chef, che pubblica un’intervista a Linus Feldt, un manager d’azienda che ha introdotto le sei ore invece delle classiche otto. L’articolo è stranamente diventato virale, girando su Facebook e gli altri social, e di click in click la cosa si è ingigantita. “Come il gioco dei sussurri all’orecchio, dove una frase detta all’inizio diventa alla fine qualcosa di completamente diverso”, spiegano i giornalisti svedesi in quest’altro pezzo (intitolato significativamente “L’articolo virale che ha dato inizio al mito delle sei ore lavorative”) stupiti dall’inatteso successo del pezzo.

Perché, oltretutto, quella di introdurre le sei ore lavorative è una questione che in Svezia circola da sempre e che ciclicamente viene riproposta da qualcuno (qui un articolo di quasi due anni fa, per esempio).

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Pillole di Svezia/6

23 marzo 2015

In questi ultimi giorni mi è apparsa lampante la grande differenza di mentalità e di approccio alla vita che esiste fra il popolo italiano e quello svedese.

Sulla metro o sugli autobus o sui muri cittadini di Stoccolma è infatti tutto un fiorire di annunci tipo questo:IMG_1921

Testualmente recita: “Lavoro estivo per te che hai tra i 16 e i 19 anni”.

Sembra solo un annuncio di lavoro, ma non è così. Perché mostra come gli svedesi siano “costruiti” sin da giovani al fine di lavorare. Il messaggio è che il lavoro è importante nella vita: “Guadagna i tuoi soldi autonomamente, renditi indipendente. D’inverno studia, ma d’estate vai a lavorare!” (per poi spendere i tuoi soldi in cazzate… ma di questo magari ne parliamo un’altra volta).

In Italia invece è assolutamente l’opposto. (more…)

Riflessione sul lavoro

2 dicembre 2014

«L’ingiustizia divina è forse quella per cui ogni mattina mi alzo titubante e svogliato e mi dirigo al bagno pronunciando sempre le solite parole: “Non voglio lavorare“; mentre alla stessa ora, in un altro bagno, in un’altra casa, qualcuno si alza e demotivato e deluso dice: “Voglio trovare un lavoro, non ne posso più”».

«Dai più verrei considerato io un fortunato – sapete, il tempo, il contesto, la crisi – e non posso che condividere. Ma verrei considerato anche come un antipatico, ingrato, che non sa gioire delle sue fortune, una sorta di mangiapane a tradimento».

«Ma fate solo lavorare, che so – un annetto – l’altro anonimo lamentoso e vedrete che il mio lamento diverrà il suo».

«Ergo ne deduco che il lavoro è quella cosa con la quale e senza la quale tutto va molto male».

Riflessione che un amico mi ha mandato una volta via mail e che condivido totalmente.

L’inutilità dell’università italiana

20 febbraio 2014

Ieri sono entrato di nuovo in un’università per assistere ad alcune discussioni di laurea e ho avuto l’ennesima conferma di quello che già pensavo: nonostante l’Italia “vanti” una bassa percentuale di laureati rispetto alla media europea, sono comunque troppi coloro che riescono a completare gli studi. Dovrebbero essere molti di meno. Una buona parte è infatti formata da ignoranti e minus habens, capaci magari di studiare 10 ore al giorno una materia e poi di ripeterla, ma assolutamente privi di logica e capacità di ragionamento.

Per esempio.

La prima ragazza in piedi davanti alla commissione ripeteva così velocemente il discorso che aveva preparato da far capire dopo pochissimi secondi che aveva imparato a memoria tutto, proprio come si studia una poesia alle elementari.

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La dignità di essere Free Lance

15 gennaio 2014

Ecco cosa vuol dire essere dei “lavoratori indipendenti” nell’ambito del giornalismo (cioè free lance) in Italia.

Aforismi/19

18 dicembre 2013

“Il mondo del lavoro è una sorta di condominio in cui regnano pazzia e stupidità”.

Marco Scabbia (dal suo blog)

Quanto bisogna lavorare per una pinta di birra?

26 settembre 2012

L’Economist fa un calcolo molto interessante: quante ore di lavoro bisogna accumulare per essere in grado di pagarsi mezzo litro di birra?

E mette a confronto 150 Paesi del mondo. Il posto dove bisogna faticare di più per andare al pub è l’India, dive bisognare lavorare quasi un’ora.

Va meglio in Italia, dove bastano 12/13 minuti al giorno per pagarsi una birra media.

Anche se il prezzo medio stabilito dal giornale britannico desta in me qualche perplessità.

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Perché anche il precariato è un diritto

24 agosto 2012

Francesco Barbato sei tutti noi!

4 luglio 2012

La trascrizione di una parte del dibattito alla Camera dei deputati avvenuto oggi 3 luglio 2012.

FRANCESCO BARBATO: I giovani italiani […] sono stufi di questo modo di andare avanti ancora oggi, perché abbiamo visto come il PD ed il PdL votano, come vogliono portare avanti questa palude, questa gestione (Commenti).
La spending review è per gli italiani, non per i palazzi pubblici (Commenti).

PRESIDENTE: La prego di concludere, onorevole Barbato.

FRANCESCO BARBATO: Anzi voglio dire una cosa, a nome di tutti i giovani italiani, a questa maggioranza: avete rotto i «coglioni» ai giovani italiani (Commenti)

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L’intelligenza di Trenitalia

30 gennaio 2012

Come molti sapranno, dall’11 dicembre 2011 Trenitalia ha praticamente azzerato il numero delle corse notturne che per anni hanno collegato il nord e il sud Italia. Mezzi economici che molti emigrati anche di seconda o terza generazione usavano per andare a trovare i parenti o farsi un week end in un’altra città.

Questi tagli hanno provocato alcune conseguenze, fra cui il licenziamento di centinaia di persone (che ancora sono in lotta per riavere indietro il proprio lavoro) e l’aumento dei costi di viaggio. Infatti adesso gli utenti per percorrere lunghe tratte sono costretti a prendere i ben più costosi Fracciarossa ed Eurostar.

La cosa divertente di tutta questa faccenda è che però se si va sul sito di Trenitalia si scopre che l’azienda pubblicizza ancora le corse notturne come “un modo intelligente di viaggiare sulle lunghe distanze”.

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