Posts Tagged ‘Italia’

Il bollettino del Terrore

27 ottobre 2020

Scrive l’agenzia Ansa del 27 ottobre 2020:

La Svezia, l’unico Paese al mondo che non ha mai imposto il lockdown, ha registrato 1.870 nuovi casi di coronavirus in 24 ore, il numero più alto dall’inizio della pandemia. Lo riporta il Guardian. Secondo l’Agenzia della salute svedese, in primavera i casi sono stati molti più ma non sono stati registrati per la mancanza di test. Il record precedente di casi di Covid-19 era stato 1.698 a fine giugno. Le vittime di coronavirus in Svezia sono 5.918.

Il dato è giusto. Peccato che è completamente decontestualizzato e – seppur scritto in maniera neutra – tende a spaventare il lettore e dare una lettura parziale della situazione svedese.

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I giornalisti italiani

1 ottobre 2019

Il proprietario, se non gli vai più a genio, ti caccia. È una realtà schifosa, ma questa è.

Siamo tutti liberi, certo. I giornalisti italiani sono i più liberi di attaccare l’asino dove vuole il padrone.

Vittorio Feltri – “Il Borghese”

L’Intellighenzia

5 dicembre 2018

“Non leggono nulla, si citano a vicenda, reputano giusto solo ciò in cui credono. Soprattutto non ascoltano”.

Luigi Mascheroni

Autostrade per l’Italia

17 agosto 2018

 

Qualche anno fa stavo guidando in autostrada con un’amica svedese.

Vede il casello e mi chiede cos’è.

 

– “Cos’è?”

– “Le autostrade in Italia si pagano”.

“E perché si pagano?”

– “Be’, per la manutenzione, per la modernizzazione e costruire nuove tratte”.

– “Ma non è anche per quello che si pagano le tasse, affinché lo Stato offra i servizi fondamentali ai cittadini?”

– “…”

 

A volte la logica ferrea degli stranieri, non abituati alle dinamiche nostrane, mi lascia basito.

Il Pd e la sinistra

11 marzo 2018

“Il Pd è diventato una sorta di macchina per proclamare diritti, e anche un rifugio identitario per i ceti alti e medi, bisognosi di impegno per espiare la colpa di non essere poveri. Una mutazione che l’ alleanza con la Bonino ha reso evidente, per non dire plateale. Ma a questo tipo di evoluzione (o involuzione?) ha contribuito anche una certa dose di stupidità autolesionista, una quasi inspiegabile incapacità di capire il punto di vista della gente comune: come si può pensare, nell’ Italia di oggi, di attirare consensi con l’ antifascismo e lo ius soli?

Se ci fossero pulsioni fasciste e nostalgiche Casa Pound e Forza nuova avrebbero avuto un risultato decente, non i pochi decimali (0,9 e 0,37%) che qualsiasi simbolo buttato sulla scheda può raccogliere”.

Luca Ricolfi

Esperienze che segnano

20 novembre 2017

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Quando nel 2006 vincemmo il mondiale di calcio ci fu una festa incredibile nella mia città: mai viste tante persone scese in strada contemporaneamente per celebrare l’avvenimento.

Ricordo che un mio carissimo amico mi disse: “Valé, abbiamo vinto il mondiale! Quando ci ricapita un’occasione del genere alla nostra età?”

Quello che mi voleva dire – come mi spiegò poco dopo – è che vincere un mondiale di calcio (una competizione che già di per sé avviene ogni quattro anni) è un evento molto raro. E che il fatto che a noi sia capitato proprio all’apice della nostra giovinezza, cioé fra i 20 e i 30 anni, doveva necessariamente spronarci a fare festa, a divertirci, a ballare-danzare-bere tutta la notte. Lo stesso accadimento vissuto a un’età diversa (che sia a 15 anni oppure a 45 con famiglia e figli) non avrebbe sicuramente significato la stessa cosa per noi.

Fu un evento effettivamente memorabile. Una di quelle esperienze che una persona porta con sé tutta la vita e racconta agli amici, ai figli e ai nipoti. Infatti sono sicuro che tutti si ricordano dove erano al momento del rigore di Fabio Grosso.

Adesso finalmente posso dire di aver vissuto un altro fatto epocale in ambito calcistico: ho vissuto la non-qualificazione dell’Italia a un mondiale di calcio. Un evento, statistiche alla mano, ancora più raro della vittoria di un mondiale.

Grazie Ventura.

Anima sarda

25 giugno 2017

Conoscere e amare (oppure odiare) la Svezia e gli svedesi – Parte 2

11 agosto 2016

Gli svedesi e l’alcool: ne accennavo un paio di giorni fa. E’ giunto il momento di parlarne.

Qualche settimana fa pensavo come, al contrario di quello che pensano tutti (e che pensavo anche io), la Svezia sia in realtà un paese molto pericoloso. E non parlo delle famigerate periferie di Stoccolma o Malmö, parlo proprio in generale della Svezia. Vi spiego ora il perché.

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Corruzione: l’inutilità di certe classifiche

28 gennaio 2016

E’ uscita l’ennesima classifica sui Paesi più corrotti del mondo e ne siamo usciti di nuovo con le ossa rotte. Secondo l’ultimo aggiornamento l’Italia si posiziona 61ª a livello mondiale nella classifica dei Paesi con il più basso grado di corruzione percepita, precedendo in Europa solo la Bulgaria.

La scala dei valori va da 0 a 100, dove 0 corrisponde al più alto grado di corruzione percepita e 100 è il più basso. Al top della classifica per l’anno 2015 troviamo come sempre i Paesi scandinavi: il meno inquinato dalla corruzione è la Danimarca (indice 91), seguita nell’ordine da Finlandia (90) e Svezia (89). Noi italiani abbiamo un grado pari a 44 punti.

Ora però voglio dire una cosa: queste classifiche lasciano il tempo che trovano. O quasi. Non voglio dire che siano inutili, ma certo hanno tutt’altro che valore statistico-scientifico.

Come spiega bene il Corriere, infatti, “l’indice di percezione è calcolato sulla base dei pareri raccolti ed elaborati (a livello internazionale) attraverso una media delle indicazioni fornite da 11 diverse istituzioni che «catturano» ciò che uomini d’affari ed esperti nazionali pensano, in base alla loro esperienza diretta, rispetto all’incidenza del malaffare nell’economia e nella gestione della cosa pubblica nei rispettivi Paesi”.

Per farla breve, quindi, sono solo opinioni! Non c’è niente di reale, niente di “statistico” direbbero gli scienziati.

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Licio Gelli e la Massoneria

22 dicembre 2015

L’Huffington Post ha pubblicato un’intervista a Stefano Bisi, attuale Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, in cui tra l’altro gli vengono chieste alcune cose su Licio Gelli, il discusso padre/padrone/fondatore della loggia P2.

Siccome dice alcune cose inesatte o discutibili, espongo qui i miei dubbi.

Dice Bisi: Gelli fu massone cattivo perché la loggia P2 non era una loggia che si riuniva come tutte le logge del GOI. Non faceva riunioni regolari, il tesseramento non era regolare. Per quello fu espulso. Il massone buono è uno che rispetta il pensiero degli altri prima di tutto, che non interrompe un altro quando parla.

Dico io: La differenza “massone cattivo/massone buono” fa ridere, letteralmente. E’ buona per le fiabe, se vuoi spiegare cos’è la massoneria ad un bambino. Ma dal Gran Maestro mi aspetterei un’analisi un po’ più profonda. Detto questo, se Gelli era massone “cattivo” solo perché faceva riunioni e tesseramenti irregolari (e non perché aveva formato un’associazione eversiva all’interno di uno Stato democratico), be’, è francamente inquietante perché getta un’ombra sinistra su cos’è veramente anche la massoneria cosiddetta “regolare”.

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