Posts Tagged ‘Iran’

Non solo petrolio

23 gennaio 2012

È sempre una questione di soldi. La finanza e l’economia sono sempre al centro di tutto e la causa della maggior parte dei conflitti. Chi pensa ancora alle guerre come “buoni” contro “cattivi”, “giusti” contro “malvagi”, non ha francamente ancora capito nulla.

Eccone l’ennesima conferma.

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Le bombe pacifiste e le non-bombe cattivissime

19 gennaio 2012

Il 16 gennaio scorso esce questo lancio di agenzia:

(AGI) Roma – Giulio Terzi ritiene che sia “molto basso” il rischio che Israele attacchi l’Iran, anche se “dipende dalla capacità della comunità internazionale di convincere la leadership iraniana a sedersi al tavolo dei negoziati, a rispettare le risoluzioni Onu e a terminare il suo programma nucleare che si ritiene abbia uno scopo militare“. Così il ministro degli Esteri. Il titolare della Farnesina è invece convinto si debba proseguire con determinazione con le sanzioni “sul sistema economico iraniano”, che, “porteranno a divaricazioni interne alla leadership iraniana e convinceranno l’Iran a rispettare le risoluzioni dell’Onu”. Alla domanda se si facciano due pesi e due misure tra la l’atomica che Teheran sta cercando di ottenere e bomba israeliana, Terzi, dopo aver premesso che l’esistenza dell’ordigno di Tel Aviv “non è mai stata dichiarata”, ha concluso che se comunque Israele l’avesse, avrebbe “finalità pacifiche”.

Se non fossimo in Italia, tutto ciò sarebbe delirante.

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Usa, Iran e il complotto anti-saudita

2 novembre 2011

Ottimo articolo di Nima Baheli per Limes.

RES PERSICA. Dietro al presunto e sventato attentato all’ambasciatore saudita in Usa c’è la volontà di Al Qods di creare centrali operative nelle Americhe per effettuare ritorsioni nel caso di un attacco a Teheran. Il nucleare e il futuro dell’Iraq rientrano nella partita con Washington.

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Passato o presente?

4 Maggio 2011

[…] Il momento decisivo arrivò nel 1951, quando l’Iran si ribellò contro una compagnia petrolifera britannica che stava sfruttando le sue risorse naturali e il suo popolo. La compagnia era il precursore della British Petroleum, l’attuale BP. Per contrastarla, il primo ministro iraniano Mohammed Mossadeq, democraticamente eletto e molto popolare (nominato Uomo dell’anno dalla rivista Time nel 1951), nazionalizzò l’intero patrimonio petrolifero iraniano. Indignata, l’Inghilterra cercò aiuto presso il suo alleato della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti. Tuttavia, entrambi i paesi temevano che una rappresaglia militare avrebbe portato l’Unione Sovietica a intervenire in favore dell’Iran.

Invece di inviare i marine, quindi, Washington spedì l’agente della CIA Kermit Roosevelt (nipote di Theodore), il quale agì brillantemente, persuadendo un gran numero di persone a suon di tangenti e minacce e reclutandole per organizzare una serie di rivolte e dimostrazioni violente, creando quindi l’impressione che Mossadeq fosse incapace e impopolare. Alla fine , il primo ministro cadde e passò il resto della sua vita agli arresti domiciliari. Lo scià Mohammed Reza, alleato degli Stati Uniti, divenne il dittatore incontrastato. Kermit Roosevelt aveva preparato il terreno per una nuova professione, quella che io stavo abbracciando [il Sicario dell’Economia, ndr] (1).

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Pena di morte

9 dicembre 2010

Sakineh è stata liberata. La comunità internazionale è felice.

Intanto per il 2011 negli Stati Uniti sono previste almeno 9 esecuzioni. La comunità internazionale se ne frega.

A chi fa gioco il gioco di Wikileaks?

5 dicembre 2010

un bell’articolo di Eric Salerno scritto per Il Messaggero

IL MOSSAD ACCUSATO DI COMPLOTTO: «LE NOTIZIE DI WIKILEAKS AVVANTAGGIANO ISRAELE»

ROMA (3 dicembre) – A chi fa gioco il gioco di Wikileaks? Finora poco più di seicento di 251.287 messaggi diplomatici americani “rubati” sono apparsi in rete ma c’è già chi parla di complotto. Due sono le direttrici indicate: Julian Assange e i suoi collaboratori si vogliono arricchire oppure stanno lavorando per favorire la politica di un governo. Le teorie complottiste abbondano sul web. Nel mirino, quasi sempre, Stati Uniti e Israele. E anche questa volta, in prima linea tra gli accusati, i due Paesi.

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Le distorsioni del caso Sakineh

9 novembre 2010

di Sabrina Scanti per Megachip

Non è stata impiccata, no. Sakineh – processata per l’omicidio del marito – è ancora viva e vegeta in prigione. Eppure gli allarmi rilanciati fino a ieri erano fortissimi: la stanno per uccidere, sì, lei, quella che rischiava la lapidazione perché donna in un regime che odia le donne. Ma non era vero niente. Così, milioni di piazze pavesate con il bel volto della donna iraniana, hanno composto gratis e in buonissima fede lo sfondo per l’instancabile propaganda che vuole la guerra contro Teheran.

Il corpo di Teresa Lewis, una “Sakineh” statunitense, giace da oltre un mese in qualche dimenticato cimitero, senza che «l’Unità» si sia presa la briga di mettere una sola volta la sua foto a fianco della testata, come invece fa ossessivamente da mesi per l’imputata iraniana. Come nascono queste distorsioni della percezione, il diverso peso di una vita rispetto a un’altra? Come mai un sistema penale è improvvisamente sotto gli occhi di tutti (l’Iran) e altri sono dimenticati (gli USA, l’Arabia Saudita?).

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Iran, Turchia, Nato, Europa

4 novembre 2010

Due succose notizie di politica internazionale:

LA TURCHIA SI OPPONE ALLO SCUDO ANTIMISSILE

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Il bue che dice cornuto all’asino

3 novembre 2010

Da corriere.it

[…] Un duro monito a Teheran era arrivato dalla Casa Bianca, che aveva condannato «nei termini più risoluti» la possibile imminente esecuzione della 43enne. Washington ha imposto alle autorità di Teheran di trattare la donna «in maniera giusta». «Condanniamo nei termini più risoluti il progetto evidente del governo iraniano di giustiziare presto Sakineh Mohammadi Ashtiani», ha dichiarato Robert Gibbs, il portavoce del presidente Barack Obama in un comunicato. «La mancanza di trasparenza e di rispetto delle procedure nella causa della signora Ashtiani, e gli atti subiti dal suo avvocato e dalla sua famiglia, sono inaccettabili», ha indicato il portavoce. «Invitiamo il governo iraniano a rinunciare a questa esecuzione e a trattare la signora Ashtiani in modo corretto, poiché ne ha tutto il diritto», ha concluso Gibbs nel suo comunicato. Da parte sua, il segretario di Stato Hillary Clinton si è detta «profondamente turbata dalle informazioni secondo le quali le autorità iraniane stanno preparando l’esecuzione». «I dirigenti iraniani hanno nuovamente fallito nel tentativo di tutelare i diritti fondamentali dei loro cittadini, in particolare le donne», ha aggiunto il capo della diplomazia Usa.