Posts Tagged ‘immigrazione’

Mi trasferisco in Svezia e faccio qualcosa di nuovo: apro un blog!

24 aprile 2017

Per motivi che non sto a specificarvi, mi sono fatto un giro su tutti i blog creati dagli “italiani in Svezia” che sono elencati qui. Il risultato delle mie ricerche e letture può essere riassunto dai seguenti dati*:

  • il 20% dei siti è stato chiuso (in un caso ci ho addirittura trovato la pubblicità di signorine orientali discinte);
  • il 15% dei blog è dedicato alla cucina. Perché in fondo siamo italiani e parliamo solo di calcio-cibo-quantosonobonelesvedesi;
  • il 70% è stato abbandonato e non riceve aggiornamenti dai 2 ai 4 anni;
  • un 5% dei blog si è evoluto da semplice blog a qualcosa di più serio;
  • in un caso il tizio ha lasciato la Svezia e si è trasferito in Olanda (non ho indagato sul motivo).

(Se non capite perché la somma non fa e non debba necessariamente fare 100%, non mi interessa granché; prendetevela col vostro professore di matematica del liceo che non è stato in grado di spiegarvi un cazzo.)

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La Svezia e l’immigrazione: un po’ di chiarezza

11 febbraio 2016

di Valerio Pierantozzi per East Journal

Il dibattito sull’opportunità di accogliere o respingere i migranti tiene banco nella stampa italiana e anche la Svezia è stata tirata in mezzo alla questione: l’espulsione di 88mila persone da parte di Stoccolma ha fatto dire a molti che il modello dell’integrazione e dell’accoglienza è finito una volta per tutte. Ma come stanno realmente le cose?

Espulsioni

L’omicidio di una giovane 22enne svedese avvenuto all’interno di un centro di accoglienza per richiedenti asilo a Mölndal, per il quale è stato accusato un ragazzo 15enne ospite della struttura, ha avuto grande eco su tutta la stampa europea. Ma un’eco ancora più grande ha avuto – almeno in Italia – la notizia di qualche giorno dopo secondo cui la Svezia si preparerebbe a espellere circa 80mila persone che hanno fatto domanda per l’asilo politico.
“Ma come? Anche la civilissima e accogliente Svezia allora ne ha abbastanza di tutti questi immigrati”, è stato il tenore medio dei commenti nel Belpaese. Peccato che, se andiamo a guardare i numeri, non sia proprio così. La cifra di cui ha parlato il ministro degli Interni scandinavo Anders Ygeman, citato in un articolo dalla Bbc, è infatti solo una stima basata sulla tendenza degli anni passati.

Nel 2015 infatti la Svezia ha analizzato approssimativamente 58.800 richieste di asilo accettandone “solo” il 55%. Ecco che quest’anno quindi, mantenendo le stesse percentuali, le domande respinte (o meglio, quelle “non accettate”) salgono enormemente.

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I Democratici Svedesi, la faccia pulita dell’estrema destra anti-immigrazione

23 gennaio 2015

Di Valerio Pierantozzi per East Journal

STOCCOLMA – Razzisti, xenofobi, a volte persino nazisti: sono solo alcuni degli epiteti con cui gli altri partiti definiscono i Democratici Svedesi (Sverigedemokraterna – SD), partito considerato populista e di estrema destra che nonostante l’ostracismo di tutto l’arco parlamentare e della stampa locale (o forse proprio grazie a questo) ha ottenuto ben il 12,9% all’ultima tornata elettorale di settembre 2014.

Le origini

Il partito nasce il 6 febbraio 1988 sulle ceneri del Bevara Sverige Svenskt (BSS – Mantieni la Svezia svedese) e come logo ha avuto per anni una fiaccola con i colori nazionali, sul modello del Movimento sociale italiano e del Fronte nazionale britannico.

Dopo il decennio dei ’90, in cui le connessioni con l’ala più radicale della società erano maggiori e non mancavano occasioni di vedere alcuni membri in pose “nazi”, negli anni duemila il partito ha cercato di “lavare via il proprio aspetto estremista” – come dicono molti analisti svedesi – per dare un’immagine di sé più moderata e democratica.

Il cambio di strategia è coinciso con l’arrivo ai vertici della cosiddetta “Scania gang” (o anche “Banda dei quattro”), un gruppo di dirigenti provenienti dalla Scania, la provincia più a sud della Svezia che ha per capoluogo Malmö. Il leader del partito nel 2005 diventa quindi il “capo” della gang, Jimmie Åkesson, un ventiseienne con occhialini da intellettuale e la faccia da bravo ragazzo.

Tutto quindi procede verso la normalizzazione del movimento: atteggiamenti e discorsi prettamente razzisti vengono messi al bando; gli estremisti sono cacciati dal partito; un fiore sostituisce la torcia come logo. Piccoli e grandi accorgimenti che in breve portano al successo.

L’affermazione (more…)

Svezia: reportage dalla meta più ambita dai rifugiati

24 novembre 2014

di Valerio Pierantozzi e Daniela Sala per FaiNotizia.it

(Sottotitoli in italiano – per attivarli clic su ‘CC’ in basso a destra nel player di YouTube)

La Svezia è una delle mete più ambite dai richiedenti asilo e, per i più fortunati, è anche l’ultima tappa di un viaggio che li obbliga ad attraversare clandestinamente i paesi di frontiera dell’Ue, tra cui l’Italia. Abbiamo seguito il percorso dei richiedenti asilo dall’arrivo a Märsta, un centro di primo arrivo vicino a Stoccolma, fino a Sköndal, dove si trova un struttura di accoglienza per rifugiati. Siamo poi entrati in uno dei cinque centri di detenzione della Svezia, dove non c’è polizia ma solo impiegati dell’ufficio immigrazione e abbiamo concluso il nostro viaggio nel quartiere di Husby, nei sobborghi di Stoccolma, dove la percentuale di non nativi è dell’80% e che è stato teatro lo scorso anno di scontri tra giovani migranti e polizia.

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Mostri giuridici

19 ottobre 2013

Per ricollegarmi a quanto da me detto qualche settimana fa, ecco un ottimo articolo di Marcello Veneziani.

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Non ce ne stiamo accorgendo ma, nel giro di poche settimane, la repubblica di Napolitano e della Boldrini, del ministro Kyenge e dei volenterosi manovali del Parlamento, sta stravolgendo lo Stato di diritto e il senso della giustizia col plauso dei media.

Viene introdotto il reato di omofobia, nasce cioè un reato dedicato in esclusiva; viene introdotto il femminicidio, cioè viene stabilito che c’è un omicidio più omicidio degli altri; viene negato il reato di immigrazione clandestina e dunque la cittadinanza non ha più valore; viene introdotto il reato di negazionismo, valido solo per la shoah.

Vengono così stravolti i principi su cui si fonda ogni civiltà giuridica: l’universalità della norma che deve valere per tutti, il principio più volte sbandierato e poi di fatto calpestato, della legge uguale per tutti; viene punito col carcere il reato d’opinione, e colpendo solo certe opinioni; viene sancita la discriminazione di genere, a tutela di alcune minoranze; è vanificata l’opera del giudice nell’individuare eventuali aggravanti nei reati giudicati perché vengono indicate a priori quelle rilevanti e dunque sono suggerite pure quelle irrilevanti.

Usano l’eccezione per colpire la norma, piegano le leggi a campagne ideologico-emotive e le rendono variabili. Sfasciano la giustizia col plauso dei giustizialisti, uccidono la libertà e l’uguaglianza, il diritto e la tolleranza nel nome della libertà e dell’uguaglianza, del diritto e della tolleranza.

Un mostro. E se provi a dirlo, il mostro sei tu, a suon di legge.

Fonte: ilgiornale.it

Coerenza/2

12 ottobre 2013
La prima pagina de "il Centro" dell'11 ottobre 2013

La prima pagina de “il Centro” dell’11 ottobre 2013