Posts Tagged ‘guerra’

La superiorità dell’Occidente

24 giugno 2017

Il brano che riporto qui sotto, tratto da questo articolo del Corriere, testimonia l’esatto opposto di quello che vuole dimostrare: ovvero l’assoluta barbarie in cui è caduta la civiltà occidentale.

Perché in uno Stato civile e civilizzato sarebbe impossibile e vietato per legge scrivere certe fandonie offensive e perfino razziste sul quotidiano più importante e diffuso del Paese.

Ma la precisione dei cecchini testimonia in un certo modo la superiorità dell’Occidente. L’«umanità» distorta della guerra «da remoto»: l’asetticità della morte spedita a 3,5 km di distanza, contro la barbarie dei kamikaze che portano l’esplosivo fai da te incollato al corpo.

I bambini degli altri: un po’ meno “bambini” dei nostri/2

29 agosto 2014

Un articolo di Gideon Levy per Haaretz

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Dopo il primo bambino, nessuno ha battuto ciglio. Dopo il cinquantesimo, sull’ala di un aereo non si è avvertito neppure un lieve tremore. Dopo il centesimo, hanno smesso di contare.

Dopo il duecentesimo, hanno accusato Hamas. Dopo il trecentesimo, hanno accusato i genitori. Dopo il quattrocentesimo bambino, hanno inventato scuse. Dopo (i primi) 478, sembra che non importi a nessuno.

Poi è arrivato il nostro primo bambino e per Israele è stato uno shock. Piange il cuore a pensare a Daniel Tragerman, quattro anni, ucciso venerdì sera nella sua casa a Sha’ar Hanegev. Un bel bambino, che una volta si era fatto fare una foto mentre indossava la maglia della squadra di calcio argentina, blu e bianca, quella con il numero 10. Il cuore di chiunque si spezzerebbe alla vista di questa foto, chiunque piangerebbe per com’è stato brutalmente ucciso. “Ehi Leo Messi, guarda questo bambino. Tu eri il suo eroe”, recita un post su Facebook.

All’improvviso la morte ha un volto, sognanti occhi azzurri e capelli chiari. Un corpo esile che non crescerà mai. Improvvisamente la morte di un bambino ha un senso, improvvisamente è scioccante. È umano, comprensibile e commovente. È umano anche che l’omicidio di un bambino israeliano, un figlio di tutti noi, susciti una maggiore immedesimazione rispetto alla morte di qualche altro bambino. Quello che risulta incomprensibile è la risposta degli israeliani all’uccisione dei loro figli.

In un mondo dove esiste qualcosa di buono, i bambini sarebbero stati lasciati fuori da quel crudele gioco chiamato guerra. In un mondo dove esiste un po’ di bene, sarebbe impossibile comprendere la totale, quasi mostruosa, insensibilità di fronte all’uccisione di centinaia di bambini (non nostri, ma morti per mano nostra).

Immaginateli in fila: 478 bambini, in una graduale serie di morte. (more…)

I bambini degli altri: un po’ meno “bambini” dei nostri

23 agosto 2014

“Noi oggi ci scandalizziamo per la ferocia dei guerriglieri dell’Isis (che chiamiamo ‘terroristi’ perché tutti coloro che ci combattono sono, ai nostri occhi, terroristi, solo noi non lo siamo) che mozzano le teste ai nemici e uccidono anche i bambini (che li seppelliscano vivi mi sembra una leggenda propagandistica tipo quella d’antan che voleva che i comunisti mangiassero i bambini). Ma nella prima guerra del Golfo, nel 1990, i bombardamenti americani hanno ucciso 160 mila civili, fra cui 39.812 donne e 32.195 bambini (dati al di sopra di ogni sospetto: del Pentagono) che non sono meno bambini dei bambini curdi e sciiti o dei nostri bambini. Ma nessuno, in Occidente, si scandalizzò”.

Massimo FiniIl Fatto Quotidiano

Democrazia import-export

9 luglio 2013

A giudicare da quello che sta avvenendo in Egitto, credo che lì ci sia talmente tanta democrazia che potrebbero competere con gli Stati Uniti per l’esportazione.

Provocazione di Fini (Massimo): “Terroristi loro… e noi?”

3 giugno 2013

I droni americani e il terrorismo fai-da-te
di Massimo Fini per Il Fatto Quotidiano del 1° giugno 2013

Quando il 25 maggio un soldato francese in normale servizio di pattuglia è stato accoltellato al collo da un uomo, poi arrestato, di cui è stato fornito solo il nome, Alexander, ma non la nazionalità nè le origini, François Hollande si è affrettato a dichiarare che l’episodio non aveva alcun collegamento con quello avvenuto pochi giorni prima a Woolwich, sobborgo di Londra, dove un militare britannico, Lee Rigby, reduce dall’Afghanistan, era stato ucciso e decapitato da due cittadini inglesi di origine nigeriana. Fra i due episodi si è inserito l’accoltellamento di un altro uomo (non si sa se civile o militare) ancora a Woolwich. Casuale anche questo? Difficile pensarlo visto che l’aggressione è avvenuta praticamente in contemporanea con la cerimonia che era stata organizzata per ricordare Rigby proprio sul posto dove era stato barbaramente trucidato.

Dietro questi fatti non c’è l’inesistente Al Quaeda o una qualche organizzazione terroristica. Si tratta di azioni di singoli, ma proprio per questo ancora più inquietanti. Perchè hanno un terreno comune. (more…)

La Siria “liberata”

31 gennaio 2013

Un giudice della Siria liberata ci spiega come somministra le frustate
di Susan Dabbous per Il Foglio

Prima di diventare giudice della Corte islamica di Darkush, Sheikh Bilal insegnava Religione in un istituto tecnico. Ora rappresenta la legge in questo villaggio siriano di meno di diecimila abitanti a ridosso del confine turco nella regione di Idlib.

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Conflitto a Gaza: Israele ha perso due volte

26 novembre 2012

DI Norman G. Finkelstein per informationclearinghouse.info

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Non ci vuole certo uno scienziato per capire che Israele ha appena subito una sconfitta storica.

Bastava solo guardare alla copertura delle notizie internazionali.

La BBC insisteva con i suoi pessimi reportage su quest’ultimo conflitto israelo-palestinese.

Ma questa sera si è dovuto riconoscere che la popolazione di Gaza era per le strade a festeggiare.

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Il meglio deve ancora venire (Obama – Ligabue)

12 novembre 2012

Solo in Italia si può scambiare Obama per un uomo di sinistra. Così come solo in Europa si può credere che i Democratici siano meno guerrafondai dei Repubblicani.

Fu il democraticissimo Kennedy a iniziare la guerra del Vietnam e il repubblicano Nixon (il miglior presidente che gli Usa abbiano avuto nel dopoguerra) a chiuderla. Fu sempre Kennedy a combinare il pasticcio della Baia dei porci e il democratico Carter quello del blitz in Iran. È stato il democratico Clinton a scatenare la più assurda delle ultime guerre occidentali, quella contro la Serbia, europea e cristiana. In quanto al Nobel per la Pace, Barack Obama ha mandato altri 30 mila soldati in Afghanistan e, rispetto a Bush, ha aumentato del 13% le spese militari.

Ma il problema non sono gli americani e chi li comanda. Siamo noi europei.

di Massimo Fini per Il Fatto Quotidiano (leggi l’articolo completo)

Stati canaglia

9 novembre 2012

Quanti Paesi ha invaso la Gran Bretagna? Facciamo prima a dire quanti NON ha mai invaso:

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La guerra in Siria e l’ipocrisia dei media

28 agosto 2012

Magistrale articolo di Massimo Ragnedda per Tiscali.it. Ne consiglio la lettura da cima a fondo.

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Quanta ipocrisia dietro il conflitto siriano. E quanta malafede nella disinformazione. In Siria è in atto una guerra civile, molto delicata e che travalica i confini nazionali. È una guerra tra interessi geostrategici e fazioni opposte, sostenute e foraggiate da grandi potenze per motivi contrapposti. Quella in Siria è una guerra per ridisegnare il Medio Oriente, per estendere i propri interessi e la propria egemonia, per controllare confini e risorse, per conquistare mercati e alleati. Basta con tutta questa ipocrisia occidentale dei diritti umani. Parliamoci chiaro senza prenderci in giro: alle potenze occidentali (non dico all’opinione pubblica, ma ai governi piegati agli interessi delle multinazionali) non interessa un fico secco dei diritti umani, così come non interessano alla Cina e alla Russia, ma sono solo un pretesto usato per coprire le reali ragioni che spingono gli stati ad entrare in guerra. Altrimenti non si capirebbe come si possa condannare la Siria e salvare l’Arabia Saudita (probabilmente una delle peggiori dittature al mondo), salvare la crudele repressione del Baharain, giustificare il Qatar e l’aver tollerato per 30 anni Mubarak. Non sto difendendo Assad e suoi crimini, ma sono nauseato dall’ipocrisia di chi parla di violazione dei diritti civili e della necessità di un “intervento umanitario” – vecchio slogan sempre buono nel mondo occidentale per giustificare le peggiori nefandezze – della comunità internazionale, intendo per essa l’Occidente e la Nato.

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