Posts Tagged ‘guerra civile’

Dumas: “L’Inghilterra preparava l’invasione della Siria”

27 giugno 2013

Roland Dumas, ex ministro degli Esteri in Francia, durante una trasmissione televisiva d’Oltralpe.

Dumas – “Ho incontrato dei funzionari inglesi, miei amici, che preparavano un qualche cosa in Siria. L’Inghilterra, e non l’America, preparava l’invasione dei ribelli in Siria. E mi domandarono, in quanto ex ministro degli Esteri, se avessi mai potuto partecipare a una cosa del genere. Avrei chiaramente risposto: ‘Io sono francese, la cosa non mi interessa’. Ma tutto ciò è per dire che questa operazione proviene da molto lontano”.

Intervistatore- “E scusi, con quale obiettivo?”

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Chi di Siria ferisce…

4 giugno 2013

Il governo in carica in Siria dimostra un grande senso di spirito, ma non solo. Dimostra anche di saper individuare e attaccare le ipocrisie dei governi stranieri che appoggiano i ribelli siriani.

In seguito alle violenze scoppiate in questi giorni a Istanbul, che hanno lasciato sul campo vari morti fra i contestatori e che hanno messo a soqquadro la città più importante della Turchia, il Governo di Assad ha risposto pan per focaccia a mesi di ingerenze turche negli affari interni del suo Paese.

Il ministro dell’informazione siriano, in un dispaccio del 2 giugno dell’agenzia di stampa di Stato “Sana”, ha salutato con gioia l’ondata di proteste che ha travolto la Turchia e ha invitato il primo ministro Erdogan a emigrare.

Tutto il comunicato sembra una enorme presa per il culo dell’Occidente. E di fatto lo è: perché ricalca perfettamente lo stile con cui la Nato, la Ue, gli Stati Uniti e i loro amichetti si permettono di giudicare quelli che non si adeguano alle loro richieste.

Con un comunicato successivo, poi, il governo siriano ha sottolineato l’ipocrisia di Erdogan, che da un lato continua a sostenere i ribelli siriani, “quando la realtà – scrive l’agenzia – è che ci sono gruppi armati di terroristi apostati in Siria, sostenuti e finanziati dal governo di Erdogan, dall’Occidente e dai paesi del Golfo”. Dall’altro lato, però, il premier turco descrive i dimostranti del suo Paese come “sabotatori” nati in seguito a “complotti interni ed esterni”.

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SIRIA: “Assad è saldo al potere”, dicono i servizi segreti tedeschi

23 Maggio 2013

di Andrea Pira per formiche.net

Il presidente siriano Bashar al Assad non sta per cadere, al contrario è stabile come mai lo era stato da lungo tempo. Il servizio d’informazione tedesco, il Bundesnachrichtendienst, ha capovolto il proprio giudizio sull’andamento della guerra civile in Siria, secondo quanto scrive lo Spiegel Online.

Il sito del settimanale riferisce il contenuto delle informative del capo del Bnd, Gerhard Schindler, durante colloqui, in teoria tenuti segreti, con politici selezionati. La scorsa estate lo stesso Schindler parlava del possibile collasso del governo di Assad entro l’inizio di quest’anno. Posizioni ripetute davanti a parlamentari ed esponenti del governo, così come sulla stampa.

All’epoca i servizi avevano informazioni sulle diserzioni tra le file di un esercito in condizioni sempre più precarie che ora non trovano più riscontro. Al contrario grafici e mappe del Bnd mostrano le vie di rifornimento riconquistate dall’esercito che ha nuovamente a disposizione carburante per carri armati e aerei. Le truppe di Assad stanno inoltre riguadagnando terreno rispetto ai ribelli che da due anni combattono per rovesciare il regime di Damasco.

continua su formiche.net

Siria: il terrorismo dei ribelli

17 Maggio 2013

Undici soldati fedeli al regime di Bashar al Assad sono stati giustiziati dai ribelli siriani. Un’esecuzione in piena regola: inginocchiati e bendati, sono stati uccisi tutti con un colpo alla nuca.

I responsabili sarebbero gli uomini del gruppo Jabhat al Nusra, una brigata che il presidente statunitense Obama ha già bollato come “organizzazione terroristica”, ma che continua a combattere al fianco della variegata formazione ribelle contro il Governo di Assad.

Questo è il video, visibile solo dopo autenticazione e a chi ha più di 18 anni.

Questa che riporto qui di seguito è invece il lancio Ansa relativo alla notizia. E’ tutto un “presunti”, “sedicenti”, e autenticità che “non può essere verificata”. Fanno benissimo, per carità. Quando la fonte della notizia non è certa è giusto usare sempre il condizionale ed essere cauti.

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SIRIA, le armi chimiche dei buoni

8 Maggio 2013

“Stando alle testimonianze che abbiamo raccolto, i ribelli hanno usato armi chimiche facendo ricorso al gas nervino”. Ma “le indagini sono ben lungi dall’essere concluse”.

E’ quanto ha affermato ai microfoni della Radiotelevisione svizzera Carla Del Ponte, membro della Commissione Onu che indaga sui crimini di guerra commessi in Siria.

“Le nostre inchieste dovranno essere ulteriormente approfondite, verificate e accertate attraverso nuove testimonianze. Ma, per quanto abbiamo potuto stabilire, al momento sono solo gli oppositori al regime ad aver usato il gas sarin“, ha sottolineato Carla Del Ponte.

L’ex magistrato ha ancora detto che non esclude che le armi chimiche siano state usate anche dal governo di Assad, ma che al momento gli elementi raccolti indicano un utilizzo da parte dei ribelli.

“In questo tipo di conflitti – ha poi concluso Del Ponte – non ci sono buoni e cattivi. Per me sono tutti cattivi perchè tutti, sia una parte sia l’altra, commettono crimini”.

A questo link l’intervista integrale

Cosa succede in Siria/10

12 settembre 2012

Alla faccia di chi crede ancora a una guerra di “buoni” contro “cattivi”.

di Karim Metref per Eastjournal.net

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SIRIA, CHATTANDO CON L’INFERNO

Un documento semplice eppure vivido, una chat da Damasco, un racconto crudo che in poche battute demistifica quanto fin qui raccontato sul conflitto siriano. Inauguriamo così la rubrica di Karim Metref, ‘Dispacci arabi’, uno spazio di cronaca e riflessione su quanto avviene nel mondo arabo, dal Nordafrica al Medio Oriente.

Ecco è riapparso di nuovo. Il mio amico Hamed è vivo e sta cercando di nuovo di scappare dalla Siria.

Qualche mese fa avevo pubblicato l’intervista in cui mi diceva che era in Algeria. Ha girato un po’ in Algeria e dopo un po’ mi ha lasciato un messaggio su Facebook. “Torno in Siria. Non posso stare a guardare in TV quello che succede nel mio paese.”

A quella epoca, Damasco, la sua città, era ancora fuori dalle zone di combattimento e si sperava potesse in qualche modo esserci una soluzione pacifica. Ora, mi dice, è tutto precipitato. É di nuovo disperato e dice che non ha più un posto in quel macello.

Mi annuncia che è sul confine con la Turchia, in una cittadina tutta distrutta e disertata dai suoi abitanti. Chatta da un portatile con Sim Card turca. Una breve chiacchierata in cui mi dice che la sua famiglia è salva ma la casa di suo padre, in un quartiere limitrofo del campo profughi del Yarmouk, a Damasco, è stata rasa al suolo. In mente mi ritornano le belle serate che abbiamo passato in quella casa. Le “mezzé” della mamma Khaoula accompagnate da fiumi di araq. Le risate, i canti, le storie di quelle serate echeggiano ancora nella mia memoria. Tutto quello è crollato. La casa è distrutta e la banda di folli che ci si divertiva è dispersa per sempre. Alcuni cercano dove nascondersi, altri, forse i più fortunati, sono morti.

Descrive un paese con città intere distrutte, gente che gira senza trovare via di scampo e forze armate, una più criminale dell’altra, che giocano ad una specie di macabro gioco del gatto e del topo. Gruppi armati che entrano nei quartieri abitati. Sparano da lì sull’esercito che risponde con i bombardamenti a tappeto. Una macabra logica del caos, che cerca di chiudere definitivamente la strada a qualsiasi soluzione pacifica. Un paese dove a comandare è la forza di fuoco. Punto e basta.

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La Siria, vista dalla parte dei “cattivi”

27 agosto 2012

Robert FiskThe Independent / pubblicato in italiano dal Fatto Quotidiano

I colpi di mortaio martellano le strade intorno a noi e un carro armato T-72 seminascosto sotto un viadotto, ma il comandante in capo delle forze militari di Assad ad Aleppo – un generale di 53 anni con 33 anni di servizio e due ferite di pallottola ricordo della battaglia di Damasco del mese scorso – sostiene di essere in grado di “ripulire” dai “terroristi” tutta la provincia di Aleppo in 20 giorni. Una affermazione che prendo con il beneficio di inventario in particolare per quanto riguarda il quartiere di Saif el-Dowla dove il fuoco dei cecchini è incessante. Insomma, la battaglia di Aleppo è lungi dall’essere finita.

Strana sensazione quella di trovarmi in una abitazione privata a colloquio con i generali siriani accusati dai leader occidentali di essere criminali di guerra. Mi trovo, per così dire, nel “covo del nemico”, ma il generale, incredibilmente alto e con un’incipiente calvizie, ha molto da dire sulla guerra che stanno combattendo e sul disprezzo per i nemici. Il generale, che si rifiuta di dirmi come si chiama, li definisce “topi”. “Ci sparano, poi scappano e si nascondono nelle fogne. Sono stranieri: turchi, ceceni, afgani, libanesi, sudanesi”. ‘E i siriani?’, domando. “Sì, anche siriani, ma si tratta di contrabbandieri e delinquenti comuni”, mi risponde.

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Cosa succede in Siria/9

12 aprile 2012

I ribelli ci uccidono. L’esercito deve restare

Testimonianze di italiani residenti in Siria raccolte da Giorgio Paolucci per il quotidiano Avvenire

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“Sta per scadere l’ultimatum per il ritiro dell’esercito, che qui nessuno – nel senso letterale del termine – vuole. La gente si sente sicura solo quando i militari sono presenti. Ormai le violenze compiute dai cosiddetti liberatori nelle città, nei villaggi, sulle strade, sono tante e così brutali che la gente desidera solo vederli sconfitti. Gli abusi sono continui: uccisioni, case e beni requisiti o incendiati, persone, bambini usati come scudi umani. Sono i ribelli bloccare le strade, a sparare sulle auto dei civili, a stuprare, a massacrare e rapire per estorcere denaro alle vittime”.

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