Posts Tagged ‘Federico Rampini’

Rampini e lo smart working (che non si chiama “smart working”, poi)

6 agosto 2020

2015: due intellettuali italiani discutono sul futuro del mondo

Il giornalista Federico Rampini se la prende in Tv con lo smart working.

“Bisogna fare pulizia dei sabotatori della rinascita italiana – ha detto in diretta, spalleggiato dagli altri ospiti -. Andiamo a guardare cos’è stato il crollo della produttività dei lavoratori pubblici che si sono fatti a casa il lockdown con il cosiddetto smart working“.

Secondo Rampini questa gente si è fatta “le vacanze a casa, il lockdown è diventato un alibi per i lazzaroni”.

Le polemiche e le risposte piccate per gli insulti gratuiti contro chi lavora nella pubblica amministrazione non sono mancate.

Ma per me il punto non è tanto quello. La questione che va sottolineata è come, ancora una volta, la classe dirigente italiana si dimostri completamente fuori dal tempo, incapace di comprendere la realtà che la circonda e bloccata nelle sue convinzioni e schemi mentali antiquati e sorpassati.

Perché la società e il mondo del lavoro, senza che Rampini e i suoi accoliti se ne accorgano, si evolvono molto in fretta; e il telelavoro e lo smart working (che non sono proprio la stessa cosa) rappresentano in realtà un futuro molto più vicino di quello che si pensi.

Molti datori di lavoro in tutto il mondo lo stanno capendo.

Rampini no.

#Rampinomics (Il Corrispondente – parte 2)

10 marzo 2015

Ho scoperto che su Twitter, grazie soprattutto alla brava giornalista Marion Sarah Tuggey, spopola il tag #Rampinomics, dove in pratica si sputtanano tutte le volte che il corrispondente di Repubblica Federico Rampini si applica nella nuova arte del copia-incolla-traduci.

Come scrive Stefano Filippi sul Giornale:

Marion Sarah Tuggey ha sotto mano le stesse fonti di Rampini, cioè giornali e siti americani. E ha colto quelle che all’inizio sembravano suggestioni, analogie, imbeccate, e col tempo si sono rivelate riproduzioni. Sul suo profilo twitter @masaraht ha cominciato a segnalare l’inaspettato fenomeno con precisione filologica: citazione dell’originale con il link della fonte, e citazione della copia, cioè il sito internet di Repubblica con la firma di Rampini.

Io nel mio piccolo avevo già sputtanato questo orribile vizio dei giornalisti italiani in un post del dicembre 2010.

Lo sapevo, ho sbagliato tutto

14 febbraio 2011

GIARDINIERI, MURATORI CUOCHI
LE DIECI PROFESSIONI DEL FUTURO

Studio Usa rivela il trend delle assunzioni fino al 2018. Con qualche sorpresa.  Le attività emergenti richiederanno comunque un alto livello di studi e specializzazione. In crescita tutti i mestieri legati alla cura alla persona

di Federico Rampini per Repubblica

NEW YORK – È la Top Ten delle professioni del futuro, una guida indispensabile per capire le opportunità di lavoro che si offrono alle nuove generazioni. Ahinoi, non entrano ai piani alti della classifica né il medico né l’avvocato, non ci sono l’ingegnere o l’architetto. Al primo posto troviamo cuochi e camerieri. Leader per la percentuale di aumento: le badanti. Ma anche vigilantes, camionisti, giardinieri, infermieri. Una caratteristica unifica i mestieri che “tirano”: i servizi alla persona. La sfera del benessere individuale, dell’assistenza, dell’aiuto, avrà un boom con l’invecchiamento della popolazione. Inoltre sono le uniche attività per le quali è impossibile la delocalizzazione nei paesi emergenti (salvo che con il fenomeno inverso: l’importazione di immigrati). Ma sono questi i mestieri per i quali stanno studiando i nostri figli? Dipende: come status e come remunerazione rischiano di essere al di sotto delle aspettative dei giovani. Ma attenzione: per quanto possano sembrare sotto-qualificate, le professioni del futuro richiederanno comunque studi universitari.

continua qui