Posts Tagged ‘Cameron’

L’imparzialità dei giornali inglesi e il gradimento di Putin

11 aprile 2014

Nigel Farage, il politico inglese a capo dell’Ukip (Partito per l’Indipendenza del Regno Unito), ha rilasciato un’intervista a GQ in cui ha affermato che Vladimir Putin è il leader che più ammira al mondo. “Non come essere umano, ma come politico. Il modo in cui si è occupato della questione siriana è stato brillante. Non che io lo apprezzi come politico. Voglio dire: quanti giornalisti ci sono in cella?”

Inevitabili sono state le reazioni politiche, che hanno (poco) sottilmente accusato Farage di avere simpatie antidemocratiche. E anche i giornali hanno ghignato di fronte alle sue dichiarazioni, prendendo spunto per attaccarlo.

L’Independent ha lanciato poche ore dopo un sondaggio per i propri lettori. Sotto una bella immagine col faccione incazzato di Nigel Farage e del lupo-cattivo-Putin, il quotidiano inglese scrive:

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Siria: l’attacco giusto al momento giusto

28 agosto 2013

Riporto sotto parte di un articolo storico e di analisi di Gian Micalessin per il Giornale.

Micalessin è uno dei migliori, più famosi e rispettati inviati di guerra italiani.

Questo post è dedicato a chi continua ad accusarmi di essere pazzo.

A parte Obama, Cameron e la stampa di regime (quello vero, quello dell’ignoranza), tutti gli analisti internazionali esprimono dubbi sull’intervento in Siria e sul presunto attacco chimico del regime di Assad.

Sarò pazzo e complottista, ma sono in ottima compagnia.

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Siria ed Egitto come la Libia: islamisti campioni di inganni

di Gian Micalessin per il Giornale

[…] Le immagini di Ghouta, la località dove il governo avrebbe usato i gas sono devastanti dal punto di vista emozionale, ma assai ambigue dal punto di vista documentale. La contraddizione più evidente è la mancanza di protezioni da parte dei presunti sanitari arrivati a soccorrere le vittime. L’altra è la sistematica plateale teatralità con cui i bambini deceduti vengono allineati davanti agli obbiettivi. Ad Halabja nel marzo 1988 i gas di Saddam non fecero distinzione tra vittime e soccorritori e sterminarono chiunque non si fosse allontanato. A Ghouta nessuno fugge, non c’è un clima di panico e gli ospedali continuano a funzionare. L’impressione è di un attacco circostanziato e molto limitato. E questo fa sorgere due grossi interrogativi. Perché Assad avrebbe atteso due anni e mezzo prima di usare i gas salvo poi impiegarli sotto gli occhi degli osservatori dell’Onu? E soprattutto perché incominciare da una zona dove il regime non è militarmente in difficoltà e dove non viene sfruttato il vantaggio tattico offerto dall’arma chimica per riconquistare il territorio e nascondere le prove?

Fonte: il Giornale (clicca per leggere l’articolo completo)