Posts Tagged ‘birra’

Anima sarda

25 giugno 2017

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Pillole di Svezia/2

25 agosto 2014

Sono stato in una mini crociera, piuttosto tipica e famosa fra gli svedesi. Si tratta di un viaggio di 22 ore che parte la sera alle 18 da Stoccolma, attraversa le centinaia di bellissime isolette ad est della capitale svedese e arriva a Mariehamn, capoluogo delle Isole Åland in Finlandia, per poi tornare alla base alle 16 del giorno dopo.

Il tragitto della crociera. Pressappoco...

Il tragitto della crociera. Più o meno…

Il biglietto costa molto poco (i prezzi partono da qualche decina di euro) e comprende il viaggio, una cuccetta e la cena self service dove puoi mangiare e bere quanto ti pare nell’ora e mezza che hai a disposizione. All’interno della nave ci sono sale per convegni (molte aziende organizzano qui i loro meeting perché è più economico che pagare hotel e ristorante ai suoi dipendenti); un’area benessere con piscina, idromassaggio e sole artificiale; vari bar; ristoranti; terrazzini dove godersi un drink all’aperto; un piccolo casinò; sale da ballo; e soprattutto un negozio duty-free come negli aeroporti dove, quando ci si trova in acque internazionali, è possibile comprare alcool a prezzi molto scontati rispetto alla terraferma. Perché questo è in realtà il core business del viaggio: sopra queste navi si ubriacano tutti come le merde.

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Saggi consigli

1 luglio 2014

“Oggi ho imparato una cosa importante: se ne compri una, allora fai prima a comprarne direttamente due”

Un anziano ubriacone all’ingresso del Systembolaget, probabilmente riferendosi alla birra.

Bukowski, l’Irregolare

3 maggio 2014

Francesco Maria Del Vigo intervista per il Giornale Roberto Alfatti Appetiti, che ha appena pubblicato il libro Tutti dicono che sono un bastardo. Vita di Charles Bukowski (edizioni Bietti). Ne esce fuori un quadro dello scrittore americano fuori dai soliti canoni letterari.

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[…]

Era un irregolare puro.
“Non era uno che strillava contro il sistema con la speranza di essere cooptato. Anche quando diventa un vip, rimane comunque il solitario di un tempo e continua a denunciare l’ipocrisia della società letteraria, marcando la siderale distanza dai salotti che contano. Ed è una cosa rara, se non unica. Perché spesso gli irregolari sono tali solo a tempo determinato, nella misura in cui essere contro è utile per conquistare un posto al sole e godere di una rendita di posizione, fosse anche di finta opposizione. Bukowski, invece, non faceva desistenze neppure con chi poteva avere i suoi stessi nemici. Non ha fatto niente che potesse facilitarlo. Basti pensare al pacifismo: lui era contro la guerra ma non ha goduto dei vantaggi di cui avrebbe potuto avvantaggiarsi uno scrittore pacifista. Perché era anche contro i pacifisti e ci teneva a farlo sapere”.

E in Italia c’è stato qualcuno un po’ come lui, nel suo solco di intellettuale irregolare e rigorosamente disorganico?
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Charles Bukowski

10 marzo 2014

Moriva il 9 marzo di vent’anni fa uno dei più grandi scrittori del ‘900.

Ecco il problema di chi beve, pensai, versandomi da bere. Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare. Se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare. Se non succede nulla si beve per fare succedere qualcosa.

Henry Charles Bukowski

Scrivo ergo rum

31 luglio 2013

di Valerio Magrelli per la Repubblica

Secondo un antico detto taoista, «dopo averla bevuta, una coppa di vino può portare con sé cento strofe». L’assunto è presto detto: alcol e letteratura costituiscono un connubio tanto antico quanto geograficamente ampio. La loro sacra unione affonda nei millenni, per realizzarsi praticamente in ogni tipo di civiltà.

Ciò che cambia, è soltanto la forma assunta via via dallo spirito (con l’iniziale minuscola, per distinguerlo da quello di Hegel). Birra, distillati e vino, sono così evocati nei luoghi e nelle culture più diverse come preziosi, talvolta indispensabili alleati nell’esercizio della scrittura. Ma già dire “vino” solleva un problema.

Come possiamo infatti definire tale, almeno rispetto alle nostre abitudini, la potentissima salsa che i romani amavano diluire attentamente durante i loro sterminati banchetti? Cosa pensare, poi, delle infinite varietà di acquavite, estratte da tante piante nel corso dei secoli? E quanto alle coppe che circolano vorticosamente nelle quartine composte all’inizio del 1100 dal poeta persiano Omar Khayyam, che cosa avranno davvero contenuto? «Esser, non esser, salvezza, destino, / cielo, inferno e misteri… Ah parolai! / Con tutto il mio studiare io non trovai / che una cosa quaggiù profonda: il vino».

Insomma, evitiamo il rischio di smarrirci nell’immensa foresta delle varietà etilico-letterarie, dalla Scandinavia al Messico, dalla Grecia alla Cina, e riprendiamo il nodo della questione, costituito appunto dal quasi indissolubile legame tra versi, prosa e alcol. Il tema è di recente tornato alla ribalta grazie a due saggi apparsi sul mercato anglosassone e accolti con vivo interesse.

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Genio

8 gennaio 2013

alcoltest

In vino atletica

11 ottobre 2012

Alcolgym: “Lo sport e il vino come filosofia di vita“.

Chi l’ha detto che chi fa sport non può bere? Anzi, c’è persino chi ci ha sviluppato uno stile di vita.

Sono gli ideatori di Alcolgym, movimento nato in Piemonte, più precisamente nel piccolo comune di Barbaresco, patria dell’omonimo vino.

Sul loro sito si può leggere:

Alcolgym nasce nel marzo del 2002 a Barbaresco in una piccola palestra, realizzata in un garage a fianco di una nota cantina vinicola.
Si crea fin da subito un connubio magico e allo stesso tempo bizzarro: lo sport e il vino, il benessere e il piacere, il rigore e il diletto, il diavolo e l’acqua santa!

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Quanto bisogna lavorare per una pinta di birra?

26 settembre 2012

L’Economist fa un calcolo molto interessante: quante ore di lavoro bisogna accumulare per essere in grado di pagarsi mezzo litro di birra?

E mette a confronto 150 Paesi del mondo. Il posto dove bisogna faticare di più per andare al pub è l’India, dive bisognare lavorare quasi un’ora.

Va meglio in Italia, dove bastano 12/13 minuti al giorno per pagarsi una birra media.

Anche se il prezzo medio stabilito dal giornale britannico desta in me qualche perplessità.

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FriendSheep

12 giugno 2012

Questa è senza ombra di dubbio la pubblicità di una birra più bella di sempre.