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Robert Fisk: “Pronti per la nuova alleanza Stati Uniti – al Qaeda?”

29 agosto 2013

Obama sa che combatterà al fianco di al Qaeda?

di Robert Fisk per the Independent

Se Obama decide di attaccare il regime siriano, sarà la prima volta in assoluto che gli Stati Uniti si schierano al fianco di al Qaeda.

Che alleanza! Non erano i tre moschettieri a dire “Tutti per uno, uno per tutti” ogni volta che combattevano? Potrebbe essere il nuovo grido di battaglia se – o quando – i governanti occidentali andranno a combattere Bashar al Assad.

[…]

Magari gli americani potrebbero chiedere ad al Qaeda delle informazioni di intelligence – dopo tutto, loro sono quelli che hanno gli uomini sul terreno, qualcosa che gli americani non hanno interesse ad avere. E forse al Qaeda potrebbe offrire qualche informazione mirata al Paese che solitamente dichiara i seguaci di al Qaeda come gli uomini più ricercati del mondo, più dei siriani.

Si creeranno delle situazioni ironiche, ovviamente. Mentre i droni americani bombarderanno le postazioni di al Qaeda in Yemen e Pakistan – con la solita perdita di civili al seguito – gli Usa assisteranno al Qaeda in Siria colpendo i loro nemici. Tutto questo con l’aiuto dei messieurs Cameron, Hollande e degli altri piccoli generali/politici. (more…)

La Libia liberata

13 settembre 2012

Ma Libia non era stata liberata dal terribile dittatore Gheddafi e adesso che aveva smesso di essere uno Stato canaglia non era diventata finalmente bella e democratica?

A quanto pare i “liberati” libici si sono rivoltati contro gli stessi “liberatori”. E ieri 12 settembre hanno attaccato l’ambasciata americana di Bengasi arrivando a uccidere persino l’ambasciatore Christopher Stevens e altre tre persone.

La prima versione ufficiale narrava di una protesta di massa scatenata da un film diretto da un regista israelo-americano, Sam Bacile, intitolato “L’innocenza dei musulmani”. Un’accozzaglia di immagini mal assemblate di propaganda anti islamica che insulta Maometto e gli islamici. “L’islam è un cancro”, ha detto al Wall Street Journal. “Il mio è un film politico, non religioso”, aggiunge dopo contraddicendosi.

Comunque, pare non sia andata proprio come ce la raccontano.

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