Posts Tagged ‘anime’

Hiroshima – 6 agosto 1945

13 luglio 2012

Segnalato da Villa Telesio – IMPERDIBILE

Warning! The scenes are graphic but historically accurate.

Che fine hanno fatto i bei cartoni di una volta?

2 marzo 2011

Uno dei più grandi anime/manga della storia: Rocky Joe

Intervista a “Yupa”*, un esperto di anime e manga.

Viaggio alla scoperta dei vecchi cartoni animati e di quelli nuovi. Cosa è cambiato? Come si è evoluto questo mondo?

In esclusiva per L’Irregolare.

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Negli Ottanta l’Italia è stata letteralmente invasa da anime provenienti dal Giappone, che nel Belpaese hanno anche avuto un enorme di successo. Questo afflusso è adesso rallentato. Cosa è successo? E’ terminata la produzione di qualità? C’è una diversificazione di produzione? O semplicemente è l’Italia che ne accoglie sempre di meno?

Intanto una precisazione: l’invasione degli anime in Italia era cominciata prima, negli anni Settanta, e un calo si ha già nella seconda metà degli anni Ottanta. Da metà anni Novanta l’afflusso riprende e tra alterne vicende arriva fino a oggi, tuttavia senza mai raggiungere le dimensioni precedenti.

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E’ tornato l’Uomo Tigre!

14 gennaio 2011

“E l’Uomo Tigre che lotta contro il male / combatte solo la malvagità”

Così cantavano i Cavalieri del Re, gli autori della sigla italiana dell’Uomo Tigre, il misterioso lottatore giapponese mascherato che sconfiggeva tutti sul ring, ma nella vita reale era un uomo buono che aiutava i bambini in difficoltà. Sono passati più di 40 anni dalla pubblicazione del manga, e l’Uomo Tigre adesso sembra farsi di nuovo vivo.

Siamo in Giappone, ovviamente. Succede che un anonimo benefattore fa una grande donazione a un orfanotrofio, firmandosi Naoto Date. Esatto, proprio con il nome “civile” dell’Uomo Tigre.

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Il peggiore trentenne del Giappone

26 agosto 2010

LA MADRE BUTTA VIA I ROBOTTINI, LUI INCENDIA LA CASA!

(Mi piacerebbe conoscerlo)

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TOKYO – Ha dato fuoco alla casa perché la madre aveva buttato i suoi robot. È successo in Giappone, Kasai, nella zona centro-occidentale dell’isola, e non si tratta di un baby-piromane, ma di un uomo di 30 anni infuriato perché la madre aveva rimosso circa 300 riproduzioni in miniatura di Gundam, protagonista di una serie di cartoni animati cult negli anni ’70, dagli scaffali della stanzetta.

SUICIDIO – L’incendiario ha spiegato di aver in «questo modo «cercato la morte» insieme ai modellini. Secondo quanto emerso nel processo a suo carico, l’uomo è accusato di aver sparso olio per la stufa nella sua stanza, e aver intenzionalmente appiccato il fuoco con un accendino riducendo in cenere l’intera casa, divisa su due piani, nell’agosto dello scorso anno. La madre, tuttavia, non si era disfatta dei robot, ma li aveva riposti facendo le pulizie della stanza. L’accusato ha spiegato il folle gesto adducendo sentimenti di «rabbia verso la famiglia» per non essere stato compreso. «I modellini erano parte del mio corpo e della mia anima – ha dichiarato tra lo sconcerto generale -. Quando li guardavo, sentivo tornare la forza necessaria per recarmi al lavoro il giorno seguente, indipendentemente da quanto fossero onerose le mie mansioni».