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La guerra in Libia e le menzogne dei media

24 agosto 2011

di Marinella Correggia per Agoravox

Menzogne di una notte insonne (anche sotto il fortunato cielo italiano che nessuno bombarda dal 1945). Menzogne e arroganza fino all’ultimo in una guerra cominciata e continuata con notizie false, in cui i media hanno avuto il ruolo dell’aiuto carnefice. Solo la tivù russa Rt e quella venezuelana Telesur spiegano che è una vittoria dovuta alla carneficina compiuta dalla Nato anche con droni ed elicotteri Apache soprattutto negli ultimi giorni. L’obiettivo è quella democrazia che il popolo libico merita, dice il premier britannico Cameron. Peccato che in tutti i mesi scorsi proprio la Nato e i “ribelli” avessero sempre lasciato cadere le proposte di libere elezioni con controllo internazionale avanzate dal governo libico.

Cosa dicono i soliti media

La Nato fa strage a Tripoli bombardando di tutto e uccidendo 1.300 persone in poche ore come denuncia Thierry Meyssan del Réseau Voltaire; ma Repubblica on line scrive che Gheddafi bombarda la folla. Giusto un titolo, senza spiegazione, giusto un modo per non perdere l’allenamento. (more…)

Intervista a Julian Assange

8 febbraio 2011

Riporto di seguito i link a una lunga intervista a Julian Assange, controversa figura associata all’organizzazione WikiLeaks, fatta da Francesco Piccinini di AgoraVox.

Nell’intervista Assange parla anche di Bill Keller, giornalista del New York Times che critica Assange e tende spesso a screditare le rivelazioni del sito Wikileaks. Avevo riportato uno stralcio di un suo articolo anche qualche giorno fa.

Fra i due, Assange e Keller, pare non scorra buon sangue. Che forse chiarisce il perché di tanto astio da parte del giornalista americano.

Cosa ti ha spinto ad andare verso il campo dell’informazione?

“Ho iniziato perché troppo spesso i giornalisti hanno rinunciato al loro ruolo di guidare il dibattito pubblico, sollevare delle tematiche, diventando semplicemente delle persone che lo seguono, piuttosto che guidarlo. Quello che abbiamo fatto noi di Wikileaks è, probabilmente, una cosa che nessun altro avrebbe mai fatto. I giornalisti non capiscono che hanno un potere che in pochi hanno: il poter guidare un dibattito”.