Amanda Hansson e gli articoli un po’ ricamati

Qualche giorno fa è uscita la notiza sui media italiani di una ragazza svedese, Amanda Hansson, che è stata fatta scendere da un autobus di Malmö perché vestita in maniera troppo discinta.

”Amanda Hansson, la 19enne cacciata dall’autista del bus ma difesa dai musulmani”, titola il Corriere della Sera.

Siccome mi sembrava una storia un po´ troppo, come dire… ”buonista”, di quelle raccontate in uno specifico modo con l´obiettivo di provocare un certo tipo di reazione nel lettore, sono andato a controllare. Cioè mi sono andato a leggere i giornali svedesi e ho fatto un po’ di ”fact checking”.

Come immaginavo, non è andata esattamente come raccontato.

Innanzitutto il contesto.

Malmö è una città a forte presenza musulmana. Si può sospettare che l’autista (di cui non si conosce il nome) che ha fatto scendere la ragazza sia musulmano, ma non si può affermare con certezza perchè nessuno lo conferma. La stessa giovane non dice che il fatto sia connesso a qualche credo religioso, ma lo inquadra in un più generale clima sessista.

Quindi ok: gli scontri culturali esistono nella società svedese, ma non si può con certezza inserire l’episodio fra questi.

E fin qui tutto ok. Anche i giornali italiani lo dicono.

Quello che invece non ho trovato in nessun quotidiano svedese, è il fatto che Amanda sia stata difesa dai ”musulmani”.

Leggo sul Corriere: “Sul bus della linea 3 c’erano anche molti immigrati musulmani: alcuni, ha raccontato poi Amanda, avrebbero solidarizzato con lei”.

Io però non ho trovato queste dichiarazioni da nessuna parte. Anzi, ne ho trovate di opposte, in cui Amanda sottolinea ripetutamente di non voler fare del caso una questione religiosa, quanto invece una difesa del diritto delle donne a potersi vestire come meglio credono (lei indossava degli shorts e un top, non era certo nuda).

La stessa Sara Mohammad che, come riporta il Corriere, difende la giovane scandinava viene frettolosamente descritta dai media italici come ”musulmana”. Il che non è forse perfettamente vero. L’attivista ha probabilmente una qualche origine araba, ma il fatto di chiamarsi ”Mohammad” non la rende necessariamente ”musulmana”, cioè una credente e/o praticante della religione islamica. Si può essere arabi e non musulmani, credo che questo sia facile da capire.

E ripeto, io non ho trovato da nessuna parte che Sara Mohammed sia musulmana. Anzi, spulciando un po’ in Rete ho trovato un blog che la definisce ”islamofoba”. Anzi, lei stessa si definisce islamofoba!

Più che una ”musulmana”, quindi, è probabilmente una femminista attivista che si batte per i diritti delle donne.

Scrivere quindi ”Amanda Hansson, la 19enne cacciata dall’autista del bus ma difesa dai musulmani”, è quantomeno capzioso (a essere gentili), e serve più che altro a indirizzare le reazioni del lettore.

PS- Noto che quasi ogni volta che faccio fact checking su fatti che riguardano la Svezia, e su cui quindi posso controllare le fonti, trovo molti errori, se non proprio fake news. Il che mi fa pensare a chissà quante vaccate leggiamo quotidianamente sui giornali senza che nessuno se ne renda pienamente conto.

Fonti: articolo in lingua originale ->

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3 Risposte to “Amanda Hansson e gli articoli un po’ ricamati”

  1. mikahel369 Says:

    Sulle vaccate nei giornali, sono, pienamente d’accordo, credo oggi si faccia fatica a non trovarne.
    Però, mi dice sinceramente il suo articolo, a cosa punta?

    • irregolare Says:

      A cosa “punta”? Mi sembra evidente: con il caos politico attuale, il mio obiettivo é creare una forza politica forte in grado di attirare i voti dei moderati e dei progressisti e portare l´economia e la societá italiana ai suoi antichi splendori.

      A parte le vaccate, lo scopo é giá esplicitato nel PS. I giornalisti dovrebbero essere piú accurati e oggettivi in quello che scrivono; i lettori dovrebbero sempre avere senso critico perché dei semplici articoli di cronaca possono nascondere insidie (in questo caso si trasforma un caso di sessismo in una storia di buoni sentimenti e integrazione).

      • mikahel369 Says:

        Nel vero islam la donna è rispettata ed è scritto che nella religione nin vi è forzatura, poi ovviamente ci sono gli uomini che si attengono a questo e quelli che non lo fanno (come qualsiasi altro popolo), ma se anche l’autista fosse stato musulmano, avrebbe agito per conto suo, non per religione.
        Poi quesyo in un ambiente differente non sarebbe tollerato, come sarebbe giusto che in una scuola pubblica di qualsiasi nazione le maestre o maestri non andassero in giro mezzi nudi o infiocchettati da subrette per non traviare i sensi dei “maturandi”, quindi a volte chiedere un po’ di contegno non è un male. L’uomo (maschile) ha pur sempre la sua parte di animalità, per cui è bene la donna sia cosciente di questo e non alimenti i suoi sensi sessuali oltre il necessario. Questo non va nella direzione di mettere il burqa alle donne, ne nel considerare gli uomini animali, ma nel non incitare la nostra parte dei sensi anche quano non necessario (ad esempio quando uno si reca a lavoro).

        Ma perché mai una donna deve mostrare tette e culo e non essere additata come provocatrice?

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