Lavorare 6 ore al giorno: la questione filosofica (parte 1 di 2)

Qualche tempo fa un amico mi ha mandato questo link: in Svezia vogliono introdurre le sei ore lavorative.

E’ una questione che ho sempre pensato fosse importante, non tanto il fatto di lavorare sei, sette od otto ore, ma per la possibilità di avere maggior tempo per sé.

Ci ho pensato parecchio questa estate appena trascorsa. Avevo infatti trovato un lavoretto per il sabato, otto ore ogni settimana, per tutti i sabati dell’estate, buono per arrotondare in vista delle vacanze.

Il problema era il viaggio: ci mettevo due ore per andare e due ore per tornare. “In pratica – mi venne da pensare – invece di lavorare 8 ore è come se ne stessi lavorando 12 con lo stesso stipendio”.

Perché spesso non ci si pensa, ma quelle quattro ore al giorno che ogni sabato impiegavo per andare a lavoro e tornare a casa formavano 1/6 della mia giornata che io sprecavo: era tempo letteralmente rubato (perché gratis) alla mia vita.

E’ un problema comune a molti che vivono nelle grandi città e per alcuni (forse molti) non rappresenta un problema. Ma se ci si pensa più approfonditamente invece lo dovrebbe diventare: quel tempo che impiegate per raggiungere l’ufficio è tempo che potreste spendere in modo migliore. Per esempio per stare in famiglia, con i vostri genitori, i vostri figli, le vostre mogli e i vostri amanti. Oppure per fare qualcosa che vi piace, dallo sport a leggere semplicemente un libro sul divano.

E invece siete costretti a passare quel tempo in macchina, a guidare nel traffico, a inalare smog, a odorare le ascelle puzzolenti di quello seduto accanto a voi sul bus o sulla metro. Tutto ciò non giova alla qualità generale della vita. Pensateci un attimo: quanto è più rilassato di voi il collega che ogni giorno impiega 10 minuti in bici per fare quello che voi fate in un’ora di mezzi pubblici?

Ecco, più che le sei ore lavorative, la vera rivoluzione dovrebbe essere questa: il lavoro a chilometro zero.

PS- Domani parlerò ancora della questione, però da un punto di vista giornalistico, più per addetti ai lavori quindi.

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Una Risposta to “Lavorare 6 ore al giorno: la questione filosofica (parte 1 di 2)”

  1. m. Says:

    Rispondo qui per evitare di incazzarmi sulla qualità dei giornali e dei giornalisti italiani. Che scrivono cazzate e fanno danni senza nemmeno accorgersene (perfetta definizione di stupidità, tra l’altro)

    Sulle 6 ore. Certo che dev’essere un’obiettivo. Certo che la qualità della vita migliorerebbe. Certo che due ore di tragitto alla’andata e al ritorno verso l’ufficio sono una cosa ottocentesca.
    Però.
    Perché dovrebbero venire concesse queste ore? Soprattutto se l’iniziativa parte da singoli privati e non per decisione nazionale sulla spinta popolare?

    io penso che questo possa succedere quando lo stesso lavoratore produce tanto uguale in un minore periodo di tempo. O se in quelle sei ore non alza la testa dal lavoro nemmeno per pisciare. O se tanto, quando non regge più ritmi così alti può essere sostituito da un collega più giovane e fresco.

    E anche se un padrone decidesse di assumere più gente per mantenere intatto il numero di ore lavorate, lo farebbe nelle posizioni più basse, nei lavori di minor responsabilità, non fra i manager o chi ha in mano le chiavi dell’ufficio/fabbrica/altro. E quindi non si farebbe che aumentare la separazione fra chi sta sopra e chi sta sotto.

    Quello che voglio dire è che pensare di ridurre la durata della giornata lavorativa è giusto. Ma che non ha senso se non è inserita nella pretesa di migliorare TUTTE le condizioni lavorative: salario (se hai due ore in più per te ma ti puoi permettere solo di guardare la televisione non è molto edificante), tutele (se lavori meno ma possono licenziarti in ogni istante i vantaggi rischiano di finire presto), condizioni di lavoro (di nuovo, tutto dipende da ambiente, ritmi, sicurezza del posto dove passi 8 o 6 ore), trasporti (un conto e fare perdere due ore nel traffico per andare a lavoro, un conto e passarle su un treno pulito e comodo e puntuale).

    Forse ho fatto confusione fuori luogo. Ma non vorrei che le 6 ore, o un latra rivendicazione diventassero solo una distrazione.

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