S. Mattarella

Quando ho visto il neo-presidente della Repubblica Sergio Mattarella presentarsi in Parlamento poche ore prima della sua elezione con una sobria Fiat Panda grigia, ho capito che si stava per realizzare l’ennesima brutta pagina di demagogia politica italiana.

In questi giorni molti giornali sono impegnati nell’agiografia del neo eletto. Non tutti però, per fortuna.

VP

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Dopo 25 anni di carriera parlamentare […] Mattarella s’è portato a casa una “liquidazione” da 234mila euro e da quel momento percepisce un vitalizio parlamentare da 9.363 euro al mese.

Dal maggio 2008 dovrebbe averlo ricevuto fino all’ottobre 2011, quando il nostro è stato eletto alla Corte costituzionale: in tutto fanno circa 400mila euro di vitalizio incassati (viene sospeso durante il mandato alla Consulta e pure al Colle). Nel frattempo il nuovo capo dello Stato non è stato con le mani in mano: dall’aprile 2009 all’ottobre 2011 era infatti membro del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, il Csm dei Tar. […] Il gettone di presenza per il Consiglio di presidenza vale circa 65mila euro l’anno in media a testa, più i benefit ed eventuali compensi per gli altri incarichi interni.

Non manca nemmeno la sobria pensione di professore universitario. Assistente di diritto costituzionale all’università di Palermo dal lontano 1965 – quando aveva 24 anni, un anno appena dopo essersi laureato – nel capoluogo siciliano è diventato docente insegnando diritto parlamentare fino al 1983: da quella data fa il politico e i contributi per la pensione gli sono stati giustamente versati lo stesso. Non si sa quale sia la cifra, ma se stiamo alla media si tratta – più o meno – di 80mila euro l’anno.

Ora si dovrà accontentare di 239mila euro l’anno, lo stipendio del capo dello Stato fissato da Napolitano.

Marco Palombi per Il Fatto Quotidiano

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La Foresteria della Consulta, 50 metri quadri, in pratica un camera e cucina con servizi. L’attesa sull’esito delle votazioni a casa della figlia, l’uscita in Panda grigia, seppur non guidata da lui. A leggere le biografie (già diventate agiografie) ed i resoconti delle cronache su Sergio Mattarella, il nuovo Capo dello Stato, vergati dai principali quotidiani italiani con in testa Repubblica il nuovo inquilino del Colle pare un presidente Ikea, all’insegna del low cost.

Se all’ex socialista Giuliano Amato tutte le “iene dattilografe” (per usare un’espressione coniata anni fa da Massimo D’Alema) han riservato il ritratto di un figlio della casta, con i suoi mille privilegi, ecco invece che sul cattolico di sinistra Mattarella è già partito il santino ad uso dei fedeli, ovvero gli italiani.

Massimiliano Lenzi per Il Tempo

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