Robert Fisk: “Pronti per la nuova alleanza Stati Uniti – al Qaeda?”

Obama sa che combatterà al fianco di al Qaeda?

di Robert Fisk per the Independent

Se Obama decide di attaccare il regime siriano, sarà la prima volta in assoluto che gli Stati Uniti si schierano al fianco di al Qaeda.

Che alleanza! Non erano i tre moschettieri a dire “Tutti per uno, uno per tutti” ogni volta che combattevano? Potrebbe essere il nuovo grido di battaglia se – o quando – i governanti occidentali andranno a combattere Bashar al Assad.

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Magari gli americani potrebbero chiedere ad al Qaeda delle informazioni di intelligence – dopo tutto, loro sono quelli che hanno gli uomini sul terreno, qualcosa che gli americani non hanno interesse ad avere. E forse al Qaeda potrebbe offrire qualche informazione mirata al Paese che solitamente dichiara i seguaci di al Qaeda come gli uomini più ricercati del mondo, più dei siriani.

Si creeranno delle situazioni ironiche, ovviamente. Mentre i droni americani bombarderanno le postazioni di al Qaeda in Yemen e Pakistan – con la solita perdita di civili al seguito – gli Usa assisteranno al Qaeda in Siria colpendo i loro nemici. Tutto questo con l’aiuto dei messieurs Cameron, Hollande e degli altri piccoli generali/politici. Inoltre, potete scommettere il vostro ultimo dollaro che le uniche postazioni che gli americani non attaccheranno in Siria saranno quelle di al Qaeda e della brigata al Nusra.

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In Iraq siamo andati in guerra sulla base di bugie portate da falsari e truffatori. Ora si fa la guerra grazie a YouTube. Non importa che quelle terribili immagini delle popolazioni siriane gassate e uccise siano false. Non importa che ogni prova contraria sarà soppressa. Per esempio, nessuno sarà interessato al fatto che tre membri di Hezbollah – che combattono al fianco delle truppe di Damasco – sono stati apparentemente colpiti dallo stesso gas nello stesso giorno, presumibilmente nei tunnel.

[…]

E siccome parliamo di ricordi istituzionali, alzi la mano il governante che si ricorda cosa successe l’ultima volta che gli americani presero le armi contro un governo siriano. Scommetto che nessuno lo ricorda. Bene, è successo in Libano quando l’aviazione statunitense decise di bombardare le stazioni missilistiche in Siria nella Valle della Beqāʿ il 4 dicembre 1983. lo ricordo bene perché ero qui in Libano. Un bombardatore americano A-6 fu colpito da un missile siriano – made in Russia, naturalmente – e cadde nella Valle. Il suo pilota, Mark Lange, fu ucciso; il suo copilota, Robert Goodman, fatto prigioniero e spedito in cella a Damasco. Jesse Jackson dovette andare in Siria per prenderlo dopo quasi un mese in mezzo ai soliti cliché sulla “fine della spirale di violenza”. Anche un altro aereo americano – questa volta un A-7 – era stato colpito dal fuoco siriano ma il pilota riuscì a gettarsi nel Mediterraneo dove fu pescato dalle acque da una nave da pesca libanese. Il suo aereo fu distrutto.

Sicuramente ci sarà detto che ci sarà un attacco lampo sulla Siria, dentro e fuori, un paio di giorni. Questo è quello che piace pensare a Obama. Ma pensate all’Iran. Pensate a Hezbollah. Sospetto fortemente – se Obama persiste ad andare avanti – che questo singolo attacco andrà avanti per parecchio.

Fonte: the Independent

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