Estate, tempo di biglie e racchettoni

di Valerio Pierantozzi per Area di agosto 2013copertina area agosto 2013

Finalmente arriva l’estate e ci si potrà riposare sdraiati al sole in riva al mare col rilassante suono delle onde in sottofondo… Ma quando mai! Le ferie d’agosto saranno anche divertenti e necessarie per staccare la spina dal lavoro, ma non sono riposanti. Esiste infatti una vasta gamma di attività che si fanno al mare e che sono pronte a impegnarci tempo e sudore: un po’ perché ci obbligano amici, figli e parenti; e un po’ magari perché ne abbiamo voglia e ci divertono.

Ma quali sport prediligono gli italiani in vacanza sulle spiagge nostrane? Nonostante il progresso tecnologico abbia ormai invaso la nostra vita, sembra che le persone fortunatamente non giochino a Ruzzle sotto l’ombrellone, ma prediligano ancora i vecchi e classici passatempi: beach volley, calcetto, bocce, racchettoni e le care e sempreverdi biglie.

Se normalmente lo sport più diffuso in Italia è il calcio, d’estate la pallavolo da spiaggia diventa la vera protagonista. Tanto che il successo o meno di uno stabilimento balneare può essere addirittura decretato dalla presenza o assenza di una rete per giocare.

Nato come semplice variante della pallavolo classica, la nascita del beach volley viene fatta risalire agli anni ’30 quando a Santa Monica, in California, pare sia stata giocata la prima partita fra due coppie. Rispetto alla pallavolo classica, infatti, sulla spiaggia il numero di giocatori può essere variabile da due (modalità più comune e regolamentare) a sei persone per squadra.

Col tempo il beach volley è diventato un sport vero, con tanto di federazione internazionale (in Italia è affiliata alla Fipav – Federazione italiana pallavolo), europei e mondiali. Ma è indubbio che la disciplina sia entrata definitivamente nel gotha dello sport facendo il suo esordio alle Olimpiadi di Atlanta nel 1996. A livello olimpico, a farla da padroni sono gli statunitensi che, fra uomini e donne, hanno vinto ben 6 medaglie d’oro su dieci disponibili. Gli italiani invece non hanno mai ottenuto grandi successi, nemmeno ai campionati mondiali. “Ma questo è dovuto alla considerazione che aveva questo sport fino a qualche anno fa”, spiegano dalla Federazione. Prima infatti il beach volley era considerato solo la versione estiva della pallavolo. “Ma da un paio di anni è iniziato un percorso più ‘specialistico’, dove anche gli atleti sono impegnati tutto l’anno nella pratica di questa disciplina”. E i primi risultati non sono tardati ad arrivare: alle olimpiadi di Londra 2012 le coppie esordienti che hanno partecipato hanno ottenuto due ottimi quinti posti.

Il calcetto comunque rimane ancora molto diffuso su tutta la penisola: chi ha dei figli sa benissimo che la prima cosa che desiderano con loro al mare, insieme a secchiello e paletta, è un bel pallone. E trovare dei compagni di gioco non è mai difficile. In questo caso il compito è facilitato dalla scarsità di mezzi che servono per organizzare una partita di calcio. Come insegnano i film “Mediterraneo” di Gabriele Salvatores o “Tre uomini e una gamba” di Aldo, Giovanni e Giacomo, per giocare bastano due pezzi di legno per fare le porte, dei piedi per tracciare le linee del campo sulla sabbia e un pallone. Semplice, no?

Ma c’è un altro sport che rappresenta benissimo l’estate: i racchettoni. Nato anche in questo caso come variante estiva di un gioco già esistente (il tennis), negli ultimi venti anni si è diffuso in maniera esponenziale su tutta la penisola e in particolare sulla riviera adriatica. All’inizio era solo un passatempo fra due amici, ma col tempo è nato il suo “spin off”, il beach tennis, con regole fisse, campi regolamentari, campionati nazionali e internazionali, sponsor al seguito. Sarà, ma la versione originale rimane sempre la migliore: due racchette di legno dal peso variabile in base al fruitore (bambino o adulto), una pallina (di plastica, ma sta prendendo piede la versione con la pallina da tennis) e due giocatori che si scambiano i passaggi in acqua o sulla sabbia, senza alcun punteggio di sorta.

Ci sono anche degli sport che non hanno ancora subito la “professionalizzazione” e sono rimasti indissolubilmente collegati all’estate. Uno di questi è il gioco delle bocce sulla sabbia. La Fib, Federazione italiana bocce, non ha codificato nessun regolamento per la tipologia estiva, ragion per cui non esistono campionati ufficiali e ognuno gioca secondo le proprie consuetudini. Di solito però ha molto in comune col parente nobile giocato sui campi normali: c’è un pallino di riferimento e si assegna un punto per ogni boccia che il giocatore o la squadra mette più vicino degli altri al pallino.

Questo sport è praticato principalmente da adulti. Anzi, chiedete a chiunque: i bambini lo vedono proprio come un’attività da vecchi. Quindi, se volete passare una mezzora tranquilla lontana dai marmocchi, organizzatevi una bella partitella con gli amici. E magari ai bambini regalate una busta di biglie.

Dopo anni di oblio sta infatti tornando in auge il gioco delle “biglie da spiaggia”. Per far divertire i vostri figli bastano quattro semplici mosse: 1- comprate le classiche palline di plastica, costano pochi euro; 2- prendete qualcuno per i piedi e trascinatelo col sedere sulla sabbia. Verrà fuori una pista perfetta; 3- dite ai ragazzini di posizionare qualche trappola lungo il circuito; 4- lasciateli soli.

È scientificamente dimostrato infatti che qualunque bambino si trovi davanti una pista di biglie lascerà immediatamente tablet, iPad o altra diavoleria elettronica per cimentarsi nelle “schiccherate” con i compagni. C’è solo un rischio: che i grandi rubino la scena ai più piccoli.

Infatti il gioco è talmente coinvolgente da trovare molti adepti anche fra gli adulti. A Rimini è nata una lega nazionale che organizza ogni anno anche il campionato mondiale: si chiama Federazione italiana cheecoting amatoriale, abbreviato in Fica (e non è uno scherzo). “Noi siamo gli unici nel mondo ad organizzare un evento internazionale”, spiega Antonio Molin, presidente dell’Accademia della sabbia, l’associazione che promuove i mondiali di biglie. “Ci sono persone che vengono a Rimini dall’estero apposta per giocare, tutto a spese proprie”. Negli stessi giorni la federazione organizza anche i campionati nazionali. “Le gare radunano ogni anno centinaia di persone. Tanto che col tempo si sono perfino create rivalità accese fra giocatori delle varie parti d’Italia”, spiega Molin.

E allora, forza: preferireste rimanere a casa a consumarvi gli occhi su Facebook davanti allo schermo del computer, o andare in spiaggia a cimentarvi in qualche fantastico sport sotto il solleone?

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Una Risposta to “Estate, tempo di biglie e racchettoni”

  1. ßla ßla Says:

    Bravo!!!

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