Gabanelli for President

Il Movimento 5 Stelle ha proposto Milena Gabanelli come candidata per la presidenza della Repubblica.

Per conoscere meglio chi sia questa paladina del giornalismo libero e d’inchiesta, ecco la testimonianza che il collega Nicola Gallino ha postato sul suo profilo Facebook.

Una testimonianza che dice molto sulla persona in questione. Buona lettura.

VP

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Consentitemi un piccolo ricordo personale che può essere confermato parola per parola da altri colleghi torinesi con me in quel frangente. Nel settembre 1999 sostenemmo lo stesso giorno l’esame orale da giornalista professionista in Lungotevere de’ Cenci. Lei era già una celebrità, ma per snobismo grillino ante-litteram si era sempre rifiutata di sottostare all’esame. Arrivò infastidita da quella che le sembrava una stupida formalità, suscitando l’istintiva antipatia di tutti gli altri candidati che finalmente stavano per coronare il sogno di anni di abusivato, riconoscimenti d’ufficio, corsi, studio.

“Insomma, – disse stizzita alla commissione – sbrighiamoci in fretta, lo devo passare perché se no non mi rinnovano il contratto in Rai”. E i commissari già si indisposero per la supponenza. Lei rincalzò: “Anzi, visto che siete qui, ne approfitterei per chiedervi alcune informazioni”. E i commissari, con un sospirone solenne, la rimisero in riga dicendole: “Oggi qui le domande le facciamo noi”. Poi, con fair play, le fecero esporre la tesina: nulla da dire, un mini-Report sulla legislazione anti-pedofilia dei diversi Paesi europei a confronto. Ben fatta.

Quindi l’orale. Domande accomodanti, appunto per sbrigarsela in fretta. Ma le risposte erano grandi buchi neri. Voragini, balbettii, azzardi furbetti di quando la si butta là. Con imbarazzo sempre maggiore, lei taceva sui poteri costituzionali, sulle prerogative del Capo dello Stato. Finché, non sapendo proprio più cosa chiederle per poterla promuovere, un commissario le fece: “Milena, tu lavori in Rai. Ricordi come si chiamava, la Rai, prima di chiamarsi Rai?“. E lei, giacobina inside, rispose con qualche esitazione: “La voce del padrone“.

Venne invitata a ripresentarsi alla prossima sessione: si alzò seccata. Ma il contratto in Rai glielo rifecero ugualmente.

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