Siria: la strage di Houla e le bugie dei media

Siria 2012? No, Iraq 2003

Si è scritto molto sulla strage di Houla in Siria, dove sono morti in maggioranza bambini. Si è scritto molto e a volte anche a sproposito.

La rete televisiva inglese Bbc ha diffuso inizialmente una foto con file di decine di corpicini avvolti in un sudario bianco. Una foto dal forte impatto emotivo che voleva denunciare il massacro perpetrato dal regime di Assad in Siria. Peccato che fosse un falso: infatti l’immagine era del 2003, scattata dal fotografo italiano Marco Di Lario in Iraq. Fortunatamente se ne è accorto lui stesso, denunciandolo sulla pagina Facebook. “Qualcuno sta usando illegalmente una delle mie immagini per la propaganda antisiriana sulla homepage della Bbc”, ha scritto sulla sua bacheca. Il London Telegraph ha denunciato la mistificazione della Bbc, ma alla tv inglese non è importato nulla e non ha fatto alcuna rettifica.

Ma chi ha compiuto poi davvero la strage?

Assad ha dato la colpa alle forze straniere e ad Al Qaeda, l’Onu invece ha incolpato l’esercito del governo siriano. Ma su che basi l’Onu ha affermato ciò? Semplice: ha parlato per telefono (sic) con un esponente dell’opposizione siriana. Ce lo rivela l’attivista Marinella Correggia, che ha sentito a tal proposito Rupert Colville, portavoce dell’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Questa è la telefonata che è intercorsa tra loro:

Marinella Correggia: Chi ha parlato con la gente locale che citate? Gli osservatori Onu?
Rupert Colville: Gli osservatori dell’Onu fanno parte di un altro corpo.

MC: Allora che testimoni avete e come ci avete parlato?
RC: La nostra Rete locale con cui abbiamo parlato per telefono. Non posso dire di più; ho l’obbligo di proteggerli.

MC: Come hanno potuto riconoscere gli assassini di Houla e dire che si trattavano dei miliziani filo-governativi di Shabbiya? Non avevano i volti coperti?
RC: I nostri contatti locali in Siria ci hanno detto che erano di Shabbiya. E cerchi di essere meno cinica.

MC: Ma voi non avete dubbi riguardo a ciò? Sembra che molti dei bambini morti fossero di famiglie filo-governative Alawite…
RC: Abbiamo chiesto che siano fatte delle indagini. Non dico che ne siamo certi. Abbiamo anche chiesto delle indagini internazionali per i mesi passati in Siria; ma non è mai stata effettuata e questo è il motivo per cui ci basiamo sulle nostri fonti.

MC: Perciò non sono le Nazioni Unite a dire che sono stati i gruppi governativi a uccidere i bambini, ma sono le vostre fonti a dirlo.
RC: Sì, molte persone, le nostre fonti puntano il dito verso la milizia Shabbiya.

Così, già da qui si capisce che le fonti potrebbero essere quanto meno sospette o comunque da verificare.

Arriva adesso un altro tassello del puzzle. Il 7 giugno scorso il Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei più importanti quotidiani tedeschi e con cui collabora anche il nostro Paolo Flores d’Arcais, ha pubblicato un’inchiesta che attribuisce apertamente la strage di Houla ai ribelli sunniti anti Assad.

L’articolo è firmato da Rainer Herman, esperto giornalista e corrispondente che scrive direttamente da Damasco. Egli afferma che quel giorno i ribelli avevano attaccato le postazioni che l’esercito regolare aveva ad Houla, città in maggioranza alawita e perciò vicina al governo. Le forze di Assad avrebbero reagito provocando una battaglia di 90 minuti.

“Secondo testimoni oculari – scrive Herman – il massacro è avvenuto in quell’intervallo di tempo. Gli ammazzati appartengono quasi esclusivamente a famiglie alawite e sciite. Alcune dozzine di vittime sono di una stessa famiglia un tempo sunnita, ma ora convertita alla professione sciita. È stata uccisa anche la famiglia Shomaliyah, alawita, e quella di un sunnita eletto in Parlamento e per questo considerato un collaborazionista. Subito dopo il massacro, si ritiene che i carnefici abbiano filmato i morti e li abbiano presentati al mondo come vittime del regime nei video caricati su Internet”.

Anche Il Foglio ha riportato oggi la notizia.

Tutto questo cosa vuole significare? Semplicemente che bisogna stare molto attenti. Al tempo di Internet le guerre si fanno anche con l’informazione. O meglio, con la disinformazione. I giornalisti – per dolo o semplice sciatteria – a volte non scrivono le cose corrette. Altre volte scrivono vere falsità. Quindi non credete acriticamente a tutto quello che i grandi media vi dicono. Vagliate sempre. E usate la vostra testa, prima di tutto.

PS – Nel frattempo è uscito un nuovo rapporto dell’Onu che accusa sia i ribelli siriani che maggiormente le forze filo-governative di Assad di usare i bambini come soldati o scudi umani o di torturarli. Negli articoli dei giornali leggerete solo della parte relativa alla Siria, quando in realtà il rapporto sui bimbi nelle zone di conflitto parla dei Paesi di tutto il mondo. E poi, a quanto pare, bisogna iniziare a diffidare anche delle parole dell’Onu, visto dove prendono le fonti.

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2 Risposte to “Siria: la strage di Houla e le bugie dei media”

  1. Kamala Says:

    ti ribloggo…..spero non ti dispiaccia…ottimo articolo.

  2. L'irregolato Says:

    corrotto prezzolato da bashar Al Assad ….. prendo atto della notizia ma ciò non toglie che Assad debba andarsene. Quello che sconcerta sono i due pesi e due misure adottati dall’occidente

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