Attentati in Siria. Chi è stato?

Ci ho messo un po’ di giorni, ma alla fine ne parlo anche io. Il 23 dicembre scorso due esplosioni nel centro di Damasco in Siria hanno fatto decine di morti. Un attentato, anzi due. E ben sincronizzati.

Il regime di Bashar al-Assad ha subito detto che sono stati gli estremisti di Al Qaeda. In Occidente invece gli attentati non sono stati accolti come ci si sarebbe aspettato. Perché? Perché non tutti credono ad Assad.

Gli analisti sono discordi e confusi. Parole belle per dire che non ci stanno capendo niente. C’è chi ha accusato apertamente il governo siriano di essersi fatto da solo l’attentato per potersi legittimare agli occhi internazionali come l’unica parte in causa che cerca la pace e il benessere dei suoi cittadini. C’è chi pensa invece che siano stati i ribelli che da mesi protestano sulle strade contro il regime di Assad. C’è chi paventa l’ipotesi esterna, forse dell’Arabia Saudita o forse di Israele, che ha interesse da sempre a destabilizzare l’area. E c’è infine chi pensa che davvero sia stata Al Qaeda.

La cosa che stupisce è che ogni attentato “cattivo” in Occidente viene attribuito ad Al Qaeda, mentre invece su quelli “buoni” ci sono dubbi. Come mai?

Perché Assad fa parte dei “cattivi” e quindi così deve essere accreditato in Occidente. In questo modo gli ignoranti e pigri popoli occidentali possono psicologicamente prepararsi per la nuova guerra.

Riguardo gli attentati di Damasco, anche io non ho certezze (come gli analisti). La sicumera con cui il governo ha accusato Al Qaeda dopo pochissime ore mi ha lasciato un po’ perplesso. Sebbene fra le due parti in causa – quella occidentale e quella di Assad – io propenda senza dubbio per il governo siriano, sono comunque ben conscio che non stiamo parlando di teneri agnellini indifesi. Ammetto che è balenata anche a me l’idea dell’auto-attentato (false flag, come si dice in gergo tecnico). Tuttavia, come ha detto al Messaggero del 24 dicembre Gianandrea Gaiani, studioso di analisi storico-strategiche e direttore della rivista Analisi Difesa, “mi sento di escludere che siano stati i servizi siriani a colpire se stessi, facendo anche vittime tra i propri commilitoni. In fondo, se fosse vera questa ipotesi, i servizi potevano colpire qualche obiettivo civile o politico. Che siano arrivati a colpirsi da soli mi pare francamente improbabile”.

Son d’accordo con lui. Però mi ha stuzzicato questa sua frase in particolare: “se fosse vera questa ipotesi, i servizi potevano colpire qualche obiettivo civile o politico”. Vi ricorda qualcosa?

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