Un rivoluzionario rivoluzionato

Gheddafi è stato ucciso. Già la parola “giustiziato” credo non sia corretta, perché implica il concetto di “giustizia”, che in casi come questo è molto, molto sfuggente.

Mio malgrado, purtroppo, mi trovo quasi d’accordo con Borghezio:

“La fine di Gheddafi, morto combattendo nel ridotto dei suoi ultimi fedeli, è indubbiamente una fine gloriosa. Sono stato uno dei pochi, forse il solo, a levare con forza la mia voce contraria per il modo in cui era stato ossequiato in Italia, non essendo certamente un nostro amico, ma ciò non mi impedisce di dichiarare oggi con altrettanta forza che gli va riconosciuto cavallerescamente l’onore delle armi. Un grande leader un vero rivoluzionario non confondibile con i nuovi dirigenti libici portati al potere dalle baionette della Nato e dalle multinazionali del petrolio. Onore, quindi, al templare di Allah”.

È la fine di un rivoluzionario. Perché, checché se ne dica, possa piacere o meno, Gheddafi la rivoluzione l’aveva fatta davvero nel 1969.

“Sic transit gloria mundi”, ha invece detto Berlusconi. Chissà se un giorno potremo dirlo anche noi pensando a lui. Comunque, ha poi commentato: “Ora la guerra è finita”.

Invece è proprio il contrario secondo me: la guerra vera inizia solo adesso.

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Una Risposta to “Un rivoluzionario rivoluzionato”

  1. mo Says:

    In questo sono daccordo. la guerra sta iniziando.

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