Cosa succede in Siria/4

Per la serie: “fidatevi sempre di quello che dicono giornali e televisioni, sulle rivolte, i morti, etcetera etcetera…”.

Amina Araf, la blogger lesbica che aveva fatto tremare il regime di Assad, che era stato costretto e censurarla e poi arrestarla e poi a farla sparire del tutto, dimostrando a tutto il mondo quanto sia crudele il regime siriano….

Ecco, Amina Araf è in realtà un 40enne americano, che si è preso gioco di tutti.

Fonte: Corriere della Sera

Però continuiamo a credere ciecamente ai media mainstream. D’altronde, si dice sempre, “l’ha detto anche la tv”….

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4 Risposte to “Cosa succede in Siria/4”

  1. moni Says:

    Infatti. Mai fidarsi.

  2. . Says:

    un grande!

  3. antonio Says:

    Purtroppo, quella meraviglia della tecnologia e della comunicazione che è internet, può rivelarsi un’arma a doppio taglio: un pò come l’energia nucleare che, a fini bellici, conduce alla bomba atomica. Il controllo della comunicazione e dell’informazione è la vera sfida del terzo millennio che tutte le potenze politiche ed economiche mondiali stanno affrontando. L’informazione è pertanto quasi sempre ricondotta ad interessi di parte, politici ma, di fatto, solo economici. Inoltre,l’influenza sulle masse dell’informazione può avere effetti più deleteri della bomba atomica. E’ necessario sensibilizzare sull’argomento i nostri figli, per l’uso intensivo che fanno di questo meravigioso, ma pericoloso, strumento .

  4. antonio Says:

    …ed a proposito di omosessulaità in Siria……… in un moderno centro commerciale davanti a me in fila alla cassa c’era un transessuale travestito che, a dispetto dei nostri luoghi comuni, con disinvoltura e “normalità” confondeva la sua diversità fra la gente. Anche in questo, quindi, ritengo che non esista molta differenza fra il mondo arabo e noi anzi, nel mondo occidentale la “diversità” (in tutti i sensi) è molto più discriminante. Anche questo casuale incontro mi ha indotto ad una forte meditazione ed autocritica sul sistema culturale occidentale e la grande disinformazione e “aculturizzazione” messa in opera, da sempre, dagli organi deputati all’informazione ed alla divulgazione della cultura (scuola ed università).

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