Ma di cosa cavolo parli?

Perché spesso le traduzioni dei dialoghi dei film stranieri sono sbagliate?

Perché a volta certe parolacce vengono censurate e altre no?

Intervista alla traduttrice Fay Ledvinka che ha appena pubblicato un libro sul tema, What the fuck are you talking about?

di Valerio Pierantozzi per ITALICnews

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“Ma cosa cavolo stai dicendo?”. In molti avranno fatto questa domanda nella vita, soprattutto trovandosi di fronte a una traduzione sbagliata.

Questa è stata la molla che ha fatto scattare in Fay Ledvinka, 23 anni, la voglia di fare uno studio specifico su come vengono tradotti in Italia i film stranieri, e soprattutto sul perché vengono tradotti in un certo modo.

Ledvinka, che è di Firenze nonostante il cognome straniero, di mestiere non a caso fa la traduttrice e ha pubblicato un libro sul tema: What the fuck are you talking about?, uscito nel maggio scorso per le Eris Edizioni. Un testo che nasce già sui banchi dell’università. Ledvinka infatti è laureata in Scienze della mediazione linguistica per traduttori e dialoghisti cine-televisivi alla Facoltà di Lingue e letterature straniere dell’Università di Torino.

ITALICnews l’ha intervistata per parlare di un tema complicato e controverso, come quello dell’adattamento dei dialoghi nei film e della censura che spesso colpisce i film stranieri in Italia.

Dottoressa Ledvinka, cominciamo dal titolo del libro. What the fuck are you talking about?, che in italiano starebbe per “Di cosa cazzo stai parlando?”. Come mai si è scelta questa formula?

“Principalmente perché è una delle frasi che più frequentemente nei film viene deturpata del turpiloquio fuck, usato fra l’altro come intercalare. Lei infatti lo ha giustamente tradotto con l’intercalare italiano cazzo, e non come termine offensivo. Molto spesso si sente dire nei film ‘Ma di cosa stai parlando?’, ‘Ma di che cosa parli?’ oppure ‘Ma che cosa stai dicendo?’; questo perché, quando ritenuto superfluo, il turpiloquio è pressoché sempre eliminato, anche quando essendo un intercalare ha già perso in gran parte la sua forza offensiva. Per questo il titolo è rimasto come l’originale. Così solo coloro che sono veramente interessati si soffermeranno a capire, mentre invece chi si accontenta di fidarsi delle traduzioni o non ha voglia di cercare il significato letterale perderà il carattere originale della battuta”.

continua su ITALICnews.it

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