Passato o presente?

[…] Il momento decisivo arrivò nel 1951, quando l’Iran si ribellò contro una compagnia petrolifera britannica che stava sfruttando le sue risorse naturali e il suo popolo. La compagnia era il precursore della British Petroleum, l’attuale BP. Per contrastarla, il primo ministro iraniano Mohammed Mossadeq, democraticamente eletto e molto popolare (nominato Uomo dell’anno dalla rivista Time nel 1951), nazionalizzò l’intero patrimonio petrolifero iraniano. Indignata, l’Inghilterra cercò aiuto presso il suo alleato della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti. Tuttavia, entrambi i paesi temevano che una rappresaglia militare avrebbe portato l’Unione Sovietica a intervenire in favore dell’Iran.

Invece di inviare i marine, quindi, Washington spedì l’agente della CIA Kermit Roosevelt (nipote di Theodore), il quale agì brillantemente, persuadendo un gran numero di persone a suon di tangenti e minacce e reclutandole per organizzare una serie di rivolte e dimostrazioni violente, creando quindi l’impressione che Mossadeq fosse incapace e impopolare. Alla fine , il primo ministro cadde e passò il resto della sua vita agli arresti domiciliari. Lo scià Mohammed Reza, alleato degli Stati Uniti, divenne il dittatore incontrastato. Kermit Roosevelt aveva preparato il terreno per una nuova professione, quella che io stavo abbracciando [il Sicario dell’Economia, ndr] (1).

La mossa di Roosevelt ridisegnò la storia del Medio Oriente, e al contempo rese obsolete tutte le vecchie strategie di costruzione dell’impero [americano, ndr]. Coincise inoltre con l’inizio della sperimentazione di “azioni militari circoscritte non nucleari”, che alla fine portarono alle umiliazioni degli Stati Uniti in Corea e Vietnam. Nel 1968 […] era ormai chiaro che se gli Stati Uniti volevano realizzare il loro sogno di impero globale (immaginato da uomini come i presidenti Johnson e Nixon) sarebbe stato necessario adottare strategie sul modello dell’azione iraniana di Roosevelt. Questo era il solo modo per sconfiggere i sovietici evitando la minaccia di una guerra nucleare.

Ma c’era un problema. Kermit Roosevelt era un dipendente della CIA. Se fosse stato scoperto, le conseguenze sarebbero state terribili. Aveva orchestrato la prima operazione statunitense per rovesciare un governo straniero, ed era probabile che molte altre ne sarebbero seguite, ma era importante trovare un metodo che non coinvolgesse direttamente Washington.

Fortunatamente per gli strateghi, gli anni Sessanta conobbero anche un altro tipo di rivoluzione: l’affermazione di potenti aziende multinazionali e organizzazioni internazionali come la Banca Mondiale e l’FMI. Queste ultime erano finanziate principalmente dagli Stati Uniti e dai nostri omologhi costruttori dell’impero in Europa. Tra governi, multinazionali e organizzazioni internazionali s’instaurò un rapporto simbiotico.

All’epoca in cui mi iscrivevo alla facoltà di economia e commercio dell’Università di Boston era già stata trovata una soluzione al problema Roosevelt – agente della CIA. I servizi segreti statunitensi – compresa la NSA – avrebbero individuatodei potenziali SDE [Sicari Dell’Economia – Economic Hit Men in lingua originale, ndr], i quali sarebbero stati assunti da aziende internazionali. Questi SDE non sarebbero mai stati al soldo del governo; avrebbero invece ricevuto lo stipendi da aziende private. Di conseguenza, il lavoro sporco, semmai fosse emerso, sarebbe stato attribuito all’avidità delle imprese anziché alla politica di governo. Inoltre le aziende che li avrebbero assunti, sebbene finanziate dalle agenzie governative e dalle banche internazionali loro controparti (con il denaro dei contribuenti), sarebbero state al riparo dal controllo del Congresso e dai riflettori pubblici, protette da una coltre di iniziative legali, tra cui le legislazioni relative a marchi, commercio internazionale e libertà di informazione (2).

John Perkins, Confessioni di un sicario dell’economia, minimum fax, 2005, pagg. 47-49.

(1) – Per un resoconto dettagliato di questa fatidica operazione, vedi Stephen Kinzer, All the Shah’s Men: An American Coup and the Roots of Middle East Terror, John Wiley &Sons, Inc. , Hoboken (NJ) 2003.

(2) – Jane Mayer, “Contract Sport: What Did the Vice-President Do for Halliburton?“, in New Yorker, 16 e 23 febbraioi 2004, pag. 83.

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2 Risposte to “Passato o presente?”

  1. l'irregolato Says:

    corsi e ricorsi storici?

  2. Un banchiere svizzero parla del gruppo Bilderberg « Says:

    […] Nell’intervista tra l’altro il banchiere menziona il libro John Perkins, Confessioni di un sicario dell’economia, di cui avevo già parlato tempo fa. […]

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