In guerra

Spero sia chiaro a tutti che quella in corso in Libia è una vera guerra. Si può essere d’accordo o meno, ma non ci si può oramai più rifugiare dietro nessun paravento Nato o a qualche risoluzione Onu.

Infatti, la risoluzione 1973 dice di voler proteggere i civili libici e di ordinare per questo una no-fly zone sui cieli di tutto lo Stato.

Ora, Gheddafi pare non aver rispettato questa risoluzione e da qui, quindi, si è passati all’intervento diretto di alcuni stati.

(E già qui si nota qualcosa di strano, visto che gli stati che intervengono lo fanno inizialmente a titolo personale, non in vece della Nato, né tantomeno dell’Onu)

Non si capisce però per quale motivo (o in quale piega della risoluzione stia) si è passati dal voler proteggere i civili a voler cacciare Gheddafi, prima, e a volerlo addirittura uccidere adesso.

Ieri hanno ucciso il figlio. Che belle le guerre di pace!

Non ha torto Vladimir Putin quando dice: “Gheddafi ha inventato una nuova monarchia. Come Napoleone che è giunto al potere dopo una rivoluzione e che si è proclamato imperatore (…) Sì, è una monarchia alla sua fine, fasulla, losca, anormale, tutto quello che volete, ma è cosi”, ha detto Putin in Danimarca dov’è in visita. ‘Le contraddizioni interne si sono trasformate in un conflitto armato. Perché si doveva intervenire in questo conflitto? Non ci sono altri regimi fasulli nel mondo? Interverremo allora in tutti i conflitti interni? Bombarderemo tutti quei paesi?”

In ogni caso la guerra sembra non stia andando nemmeno troppo bene. L’ammiraglio Michael Glenn ‘Mike’ Mullen, Capo degli stati maggiori riuniti Usa, ha detto: “Certamente si sta andando verso una situazione di stallo”. Stallo o no, sicuramente sta andando troppo per le lunghe. Non c’è dubbio che le forze occidentali pensassero a una sorta di guerra lampo.
L’ennesima Blitzkrieg andata male…

Se invece volete leggere qualcosa che difficilmente leggerete nei giornali, potete visionare questo pezzo di Frédéric Delorca, che racconta l’esperienza vissuta in prima persona da alcuni amici che si trovavano realmente in Libia. E descrivono una realtà un po’ più complessa di quella che ci viene detta dai telegiornali.

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