La buona stampa sopravvive sempre

Le Canard Enchaîné (L’Anatra incatenata – un gioco di parole dove “canard” significa anche “notizia priva di fondamento”) è un settimanale francese che, nonostante il brutto momento che sta attraversando la stampa di tutto il mondo, non risente della crisi economica. Come mai?

Se seguissimo i dettami comunemente accettati dall’editoria, l’Anatra sarebbe già dovuta morire. Le Canard Enchaîné infatti non ha né fotografie né pubblicità. I suoi articoli non sono firmati e sono inframmezzati solo da qualche vignetta. Il giornale ha un suo sito internet, che però non è aggiornato costantemente. È esattamente il contrario dello stereotipo di pubblicazione che si è affermato negli ultimi decenni.

Non solo. È un giornale molto sottile (otto pagine) e di grande formato, stampato su carta di bassa qualità in solo due colori, il rosso e il nero. La sua grafica non è cambiata quasi per nulla negli ultimi 90 anni (è stato fondato nel 1915). Per finire, non si usano computer.

Nonostante questo, il settimanale ha quello che molti altri suoi concorrenti si sognano: lettori, autorevolezza e guadagni.

La formula è piuttosto strana e inconsueta, da un certo punto di vista. Le Canard scopre e svela scandali di varia natura facendo anche una satira piuttosto cattiva. In Italia forse potrebbe essere accostato a Dagospia, il celebre sito scandalistico del giornalista Roberto D’Agostino, che più di una volta in passato è stato al centro delle cronache per i suoi scoop.

“Deve essere uno degli ultimi giornali di Francia dove i giornalisti scrivono ancora gli articoli a mano”, afferma Sorj Chalandon, giornalista del magazine, all’Irish Times.

Le Canard è orgoglioso della sua indipendenza, di cui fa parte il rifiuto di ogni tipo di pubblicità all’interno. La sua sopravvivenza si basa esclusivamente sulle vendite. Che non sono basse: 600mila copie vendute ogni settimana. Compete con giornali ben più blasonati come Le Monde o Le Figaro. Questa prosperità economica permette al giornale di avere 100 impiegati, fra cui 40 giornalisti.

I suoi scoop hanno fatto vittime illustri, come ministri e parlamentari. Il successo commerciale e l’indipendenza editoriale lo rende inviso – ma tuttavia inattaccabile – a governi, banche e altre istituzioni.

Ma chi sono le fonti del Canard? Alcune sono giornalisti di altre testate che non possono usare sui loro giornali il materiale che hanno in mano. A volte sono invece gli stessi politici oppure i semplici cittadini.

Il lavoro dei giornalisti del Canard tuttavia si fa sempre più duro. Il governo di Sarkozy sta mettendo alle corde tutti gli informatori. Nonostante questo, l’Anatra incantenata rimane ancora libera, restando un esempio virtuoso di giornalismo investigativo per tutta Europa.

Valerio Pierantozzi per ITALICnews

Tag: , , , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger cliccano Mi Piace per questo: