Ancora, di nuovo, sulla Bianchi Vending

Un bell’articolo di Manuela Rosa sulla vicenda Bianchi Vending. Sul sito di informazione PrimaDaNoi. L’Irregolare ne aveva già parlato (in ordine cronologico) qui, qui, qui, qui, qui e qui.

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Bianchi Vending, i misteri dell’azienda senza volto
di Manuela Rosa

CITTA SANT’ANGELO. Nell’Abruzzo dei pastori da poco si sono fatte strada le prime aziende senza volto che fanno, disfano e poi se ne vanno sotto gli occhi e spesso con l’appoggio di amministrazioni locali distratte (o forse no).

Senza “volto” o “padrone” perché non c’è una persona, una famiglia, un gruppo reale al quale fare riferimento, ma l’azienda il più delle volte appartiene ad un fondo d’investimento.

E’ il caso della Bianchi Vending, «società leader» nella produzione di distributori automatici per bibite e snack con sede a Bergamo e stabilimenti a Zigonia (199 dipendenti) e a Città Sant’Angelo (77 dipendenti), che ora ha deciso di lasciare l’Abruzzo e le persone senza lavoro. La Bianchi Vending appartiene alla società di investimento FA Capital controllata quasi interamente da fondi della Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari del mondo colpita dalla dura crisi finanziaria. Banca che, il 16 aprile 2010, è stata incriminata per frode dalla Sec, l’ente governativo statunitense preposto alla vigilanza della Borsa.

Un processo di finanziarizzazione, quello della Bianchi Vending iniziato qualche anno fa e che ha subìto un’accelerata nel dicembre 2008 con l’entrata nel capitale della Fa Capital spa e di altre banche creditrici (Intesa, Unicredit, Popolare Milano, Agrileasing, Banco di Brescia, Popolare Bergamo) che hanno ricapitalizzato la società coprendo debiti per 104 mln di euro.

Nel 2009 la crisi taglia di netto il fatturato (-30%) e aumenta le perdite. Il 2010 è l’anno del piano di rilancio messo su dai nuovi soci, che prevede la mobilità per i dipendenti dello stabilimento abruzzese.

Settantasette le famiglie in mobilità, di cui 6 di Città Sant’Angelo, che da mesi seguono le trattative con il fiato sospeso. I politici locali confinano le proprie responsabilità nello slogan ora di moda: «è la crisi che ci possiamo fare, ma vi aiuteremo». Ma nella storia dell’insediamento di questa azienda in Abruzzo le responsabilità potrebbero essere ben altre. Il triste epilogo dell’azienda era stato previsto in tempi non sospetti dall’allora assessore comunale Giancarlo Verzella (Rc) che si era accorto che qualcosa non andava nella documentazione presentata dall’azienda per stabilirsi a Città Sant’Angelo. L’assessore, a seguito di questa vicenda, è uscito dalla giunta e Rifondazione Comunista ha corso da sola alle successive elezioni amministrative che furono vinte dall’attuale sindaco Gabriele Florindi, allora vicesindaco.

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