Prima di lasciarmi passa almeno lo straccio

Ho appena finito di leggere l’ultimo libro di Mauro Zucconi: “Prima di lasciarmi passa almeno lo straccio”.

Mauro Zucconi, alias Chinaski77, è l’autore del blog Come diventare il mio cane. Blog che trovate linkato a destra nella mia home page.

Il protagonista è un ragazzo poco più che trentenne, che dopo essere stato lasciato per la settima volta (su sette ragazze) ha una brillante idea. Basta essere lasciati perché dopo un po’ le ragazze scoprono tutti i difetti:

Avrei scritto nero su bianco quello che sono, quello che la mia prossima e ultima ragazza avrebbe dovuto aspettarsi da me e dal nostro rapporto. Come un contratto. Anzi: un contratto. E se dopo averlo letto e accettato lei mi avesse lasciato, be’, molto semplice, le avrei fatto causa. Potrebbe essere una specie di lavoro, ora che ci penso.

E’ un bel romanzo. Godibile, simpatico, ironico. Ed estremamente maschilista. Per questo ne sconsiglio l’acquisto a tutte le donne. Ne consiglio invece l’acquisto a tutti i ragazzi per REGALARLO alle proprie ragazze. Chissà che così non si evitino un sacco di fastidiosi e inutili litigi.

La vita le avrà insegnato o le insegnerà presto [alla sua futura ragazza, ndr] che tutti gli uomini, prima o dopo, finiscono per rilassarsi sul divano. Adesso non saprei dire esattamente perché succede, ma succede. Tendiamo ad archiviare le cose e io so bene che essere archiviata non è una sua aspirazione, ma non è che esista un altro genere maschile. La cosa importante è capire che la cosa migliore da fare per lei è tenere presente che quello è il mio modo di amarla e che il modo passionale dei primi tempi era invece il mio modo di conquistarla. So che vorrebbe essere conquistata giorno per giorno, ma non è possibile, sarebbe come chiedere a Valentino Rossi di fare sempre il giro veloce fino a – che so – fare un giro in 0.00.00.

E poi, insomma, l’amore non è una gara di motociclette o una corsa sui cento metri, è più una maratona di novemilaseicento chilometri coi tifosi che ti tirano i sassi: quello che conta è la costanza, il passo, il ritmo.

E, sì, arrivare alla fine, certo.

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