Non è un paese per bamboccioni

 

Il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi

Su Panorama di questa settimana (n. 38 – 16 settembre 2010) c’è un’intervista di Stefano Lorenzetto al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Già il titolo è tutto un programma:

BAMBOCCIONI, IL LAVORO C’E’: BASTA ANDARLO A CERCARE

Il ministro ci racconta come anche lui ha vissuto la brutta esperienza di perdere il lavoro e di trovarsi a spasso a 40 anni suonati. Ma lasciamo la parola a lui e al suo intervistatore.

“Avevo 43 anni, non ero né giovane né vecchio. Mi candidarono alla Camera per la sesta volta ma non venni rieletto. Fu uno shock”. Da buon veneto, ne uscì con l’unico rimedio conosciuto dalle sue parti: la fatica. “Decisi di investire su me stesso. Mi misi a studiare l’inglese in modo parossistico. Vedevo solo film in lingua originale, leggevo unicamente giornali britannici e statunitensi. A Londra mi ritrovai scolaretto in una scuola frequentata da ragazzi. Ma alla fine la spuntai”. Dopo un anno entrò alle Nazioni Unite. E il posto di direttore dell’ufficio di Roma dell’Organizzazione internazionale del lavoro, la più antica agenzia dell’Onu, nata con la Società delle nazioni nel 1919, fu suo.

Bene. Siete pronti? Allora iniziamo a fare un elenco delle vaccate dette da quest’uomo.

Inizio col far notare quel “mi candidarono alla Camera”, come se non fosse stata una decisione sua, ma di qualcun’altro. Vabbè, non ci formalizziamo. Però non si può fare a meno di sottolineare questo passaggio:

Mi candidarono alla Camera per la sesta volta ma non venni rieletto. Fu uno schock.

Tutto ciò è straordinario. L’affermazione sarebbe già di per sè ridicola. Sembrerebbe sarcasmo, una presa per il culo alla Travaglio. Invece vi assicuro che l’effetto è involontario.

Cavolo, dopo 5, diconsi CINQUE legislature il poveretto si ritrova in mezzo a una strada! Era il 1994, Sacconi aveva quasi 44 anni (è nato nel luglio 1950) e aveva già accumulato 5 legislature. Era infatti entrato in parlamento giovanissimo, eletto nella file del Partito Socialista nel 1979, a 29 anni.

Il nostro idolo giornaliero rimane così disoccupato, ma studia così bene l’inglese in un solo anno che trova un posto non in un’azienda veneta di import-export… ma all‘ONU!

Allora, intanto non è vero che il nostro Caro Leader rimane disoccupato. Come ci informa Wikipedia (e non Lorenzetto) Sacconi diventa comunque consigliere economico del primo Governo Berlusconi.

E poi va all’Onu.

Sacconi nel Partito Socialista era molto vicino a Gianni De Michelis e alla sua corrente. Lo segnala wikipedia e lo si dice anche nel seguito dell’intervista. Ovviamente, l’aver trovato lavoro come direttore dell’ufficio di Roma dell’Organizzazione internazionale del lavoro non c’entra assolutamente nulla col fatto che De Michelis era stato dal 1989 al 1992 ministro degli Affari esteri. O che dopo tangentopoli fu comunque Consulente per Aziende Italiane nel Medio ed Estremo Oriente.

Guarda a volte i casi della vita!

Ci sono altri passi dell’intervista che meriterebbero un commento, ma non mi dilungo ulteriormente. Tuttavia, caro ministro, se fossi Totò le chiederei gentilmente di porgermi il gomito….

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8 Risposte to “Non è un paese per bamboccioni”

  1. Andrea Says:

    Sarebbe anche interessante calcolare che tipo di pensione aveva maturato alla fine della sua quinta legislatura…

  2. Gloria Says:

    Questa gente ci sta davvero esasperando! Tra la Gelmini che pontifica sulle maternità e i precari che non devono preoccuparsi, Berlusconi che se ne esce con frasi tipo: “Non ho mai visto un pessimista combinare qualcosa di buono”, Brunetta e costui… MA andassero loro a lavorare, a lavorare veramente, con mutuo e famiglia a carico (che la povera gente deve anche preoccuparsi del problema natalità zero)

  3. federica Says:

    Nel caso in cui rimarrebbe nuovamente senza lavoro sono sicura che il nostro caro Sacconi farebbe un figurone tra i comici di Zelig.

  4. Redazione Says:

    A Sacco’! Ricordate de chi te vuole bbene!

  5. Elena Says:

    perduto totalmente il senso della parola “vergogna”….

  6. il rom Says:

    Il problema, posto in maniera paradossale dal ministro, ritengo sia più grave dell’esempio biografico da questi esposto. Il fatto che un ex parlamentare riesca a trovare posto all’Onu non è di per se grave ( si suppone che un legislatore di professione abbia il curriculum per un incarico di questo tipo, indipendentemente dalle modalità con cui vi sia arrivato). La cosa agghiaccainte è che un tema come l’inserimento/riqualificazione di un lavoratore venga demandato dal MINISTRO DEL LAVORO alla semplice “buona volontà” del singolo soggetto coinvolto.

  7. l'irregolato Says:

    @il rom
    mi sembra che il punto non sia tanto che Sacconi abbia ricoperto il ruolo di Direttore Onu a Roma quanto il fatto che abbia portato la sua vicenda ad esempio per centinaia di migliaia di precari/disoccupati italiani. Questo significa aver perso completamente il contatto con la realtà, cosa tanto più grave per chi ricopre la funzione Ministro del Lavoro.
    Altra boiata è stata quella di sostenere che quel posto (direttore onu) sia stato frutto della sua capacità di rimettersi in gioco studiando l’inglese……. mi chiedo (e si dovrebbe chiedere anche il ministro) quanti italiani quarantatrenni che facciano un corso intensivo di inglese (o già lo conoscano perfettamente) troverebbero un bel posto …. non dico all’onu …. ma almenocome impiegato in una impresa veneta di import export.
    Altra cosa che mi chiedo è se il caro ministro per mantenersi all’estero a studiare inglese abbia fatto il lavapiatti come tanti suoi connazionali in pari condizioni (disoccupati).
    In conclusione secondo me Sacconi si dovrebbe vergognare di aver utilizzato la sua vicenda da esempio per i precari e disoccupati italiani!!!!

  8. aaaaaaaaaaaaaaaaaaaa Says:

    CHE GENTE CHE CI GOVERNA E TANTI CI CREDONO . CERTI OPERAI CHE CREDONO A BERLUSCONI , BOSSI E AMICI LORO , CHE STUPIDI !!!!!!!!!!!

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