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19 aprile 2013
La Nord Corea è stata colpita da una sanzione di Stati Uniti e Onu per il lancio di un missile lo scorso anno. Anche la Sud Corea ha lanciato un missile quest’anno; ci sono state sanzioni?
Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale sono stati lanciati in tutto 9000 missili. Ben quattro sono stati fatti dalla Nord Corea.Ci sono stati 2000 test per bombe atomiche. Ben tre della Nord Corea.
Nessun paese è stato sanzionato dal Consiglio di sicurezza dell’Onu per questo. Nessun paese eccetto la Nord Corea.
Per quale motivo la Nord Corea non dovrebbe essere furibonda da questo doppio standard, specialmente quando gli Stati Uniti hanno le loro armi nucleari in Sud Corea?
Fonte: Counterpunch
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18 aprile 2013
Nelle ultime settimane si è parlato molto della crisi diplomatica fra Nord Corea e Stati Uniti. Molto è stato detto e scritto sulle minacce coreane alle basi americane, ma spesso a sproposito e spesso inventando. Soprattutto perché quello orientale è un mondo misconosciuto per l’informazione italiana.
Per capire un po’ meglio cosa stia succedendo – invece di far parlare i soliti analisti che spesso capiscono meno degli intervistatori – ho fatto qualche domanda a un’esperta del settore.
Alessia Cerantola è una giornalista di Bassano del Grappa. Esperta di Giappone, si occupa di Estremo Oriente professionalmente da oltre dieci anni. Dal 2007 collabora con Internazionale per le rassegne dal Giappone ed è cofondatrice e reporter dell’Investigative reporting project Italy (Irpi).
Le ho rivolto qualche domanda per cercare di comprendere quanto c’è di vero in quello che leggiamo sui giornali.
(continua…)
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7 febbraio 2013
Di Marcello Foa – per Il Giornale
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E’ ufficiale: i musulmani non sono più “Cattivi”. Sono diventati improvvisamente “Buoni”. Sì quei musulmani ultrareligiosi, integralisti, sunniti, di cui per un decennio gli Occidentali, anzi gli Stati Uniti, hanno denunciato la pericolosità, indicandoli come causa di un inevitabile scontro di civiltà, oltre che fonte di un terrorismo planetario. Non solo. Secondo gli americani, che sono all’origine di questo spettacolare ribaltamento, quegli islamici costituiscono l’architrave dei nuovi equilibri in Medio Oriente. Non sono soltanto “Buoni”, stanno diventati gli alleati strategici dell’Occidente, secondo un disegno che, mese dopo mese, si delinea con chiarezza.
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1 febbraio 2013

C’era chi pensava che avrebbe cambiato il mondo.
Quando era stato eletto nel 2008, Barack Obama l’aveva promesso: “Chiuderò il campo di prigionia di Guantanamo”.
Per farlo aveva anche nominato Daniel Fried “inviato speciale” per chiudere il penitenziario. Questo fino al 28 gennaio 2013.
Adesso il suo ufficio è stato chiuso, Fried ha cambiato ruolo e nessuno prenderà il suo posto.
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Etichette: Daniel Fried, Guantanamo, Iran, Obama, pace, sanzioni, Siria, Stati Uniti, Usa
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18 dicembre 2012
SIRIA: Le bugie dei “buoni” e il futuro dei “cattivi”
di Valerio Pierantozzi per EastJournal.net
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Essere più realisti del re: è tipico di chi non ha opinioni proprie o il coraggio di affermarle. Così, gli stalinisti erano più “stalinisti” di Stalin e i gerarchi fascisti più “fascisti” del Duce. E lo stesso fa l’Italia con gli Usa.
Meno male che siamo i “buoni”…
Ecco quindi che il giorno dopo la dichiarazione degli Stati Uniti che riconosce ufficialmente i ribelli, arriva quella italiana in cui “la Coalizione nazionale degli oppositori siriani è indicata come unica legittima rappresentante del popolo siriano”.
La differenza è importante. Il giorno prima, l’11 dicembre, intervistato dal canale televisivo Abc, il presidente Barack Obama aveva definito l’opposizione come “rappresentante legittimo” del popolo siriano. Ma il ministro degli Esteri Giulio Terzi è andato oltre, riconoscendoli come “unici” legittimi.
È sempre bello notare come gli Stati “buoni” si arroghino il diritto di giudicare le situazioni interne degli Stati “cattivi”. È un vizio difficile da levarsi, a quanto pare.
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov si è detto “stupito” dalla decisione americana, definendola in contrasto con gli accordi di Ginevra. “Evidentemente gli Usa hanno deciso di puntare tutto sulla vittoria armata della coalizione”, conclude. Ma in realtà non c’è niente di cui stupirsi: gli Usa proseguono semplicemente nella loro solita politica.
Dove sono le armi chimiche?
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10 dicembre 2012
di Robert Fisk – The Independent – 8 dicembre 2012
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Più grande la bugia, più la gente la crederà. Sappiamo tutti chi ha pronunciato questa frase – ma funziona ancora. Bashar al-Assad possiede armi chimiche. Egli può usarle contro il suo popolo . Se lo fa, l’Occidente non starà a guardare. Abbiamo già sentito tutte questa cose lo scorso anno – e il regime di Assad più volte ha ribadito che se – avesse armi chimiche, non le userebbe mai contro il suo popolo.
Ma ora Washington sta giocando ancora la solita stessa carta dappertutto. Bashar ha armi chimiche. Egli può usarle contro il suo popolo. E se lo fa …
Beh, se dovesse farlo, Obama, Madame Clinton e la Nato s’arrabbierebbero davvero tanto. Ma la scorsa settimana, tutti i soliti pseudo-esperti che non riescono neanche a trovare la Siria sulla cartina ci hanno avvertito ancora del gas mostarda, degli agenti chimici, degli agenti agenti biologici che la Siria potrebbe possedere e utilizzare.
E le fonti?
Dei fantasiosi specialisti che non ci hanno avvertito sull’11 settembre, ma hanno insistito sulle armi di distruzione di massa di Saddam nel 2003: “fonti anonime dei servizi segreti militari”. D’ora in poi a diventare un acronimo di UMIS.
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12 novembre 2012
Solo in Italia si può scambiare Obama per un uomo di sinistra. Così come solo in Europa si può credere che i Democratici siano meno guerrafondai dei Repubblicani.
Fu il democraticissimo Kennedy a iniziare la guerra del Vietnam e il repubblicano Nixon (il miglior presidente che gli Usa abbiano avuto nel dopoguerra) a chiuderla. Fu sempre Kennedy a combinare il pasticcio della Baia dei porci e il democratico Carter quello del blitz in Iran. È stato il democratico Clinton a scatenare la più assurda delle ultime guerre occidentali, quella contro la Serbia, europea e cristiana. In quanto al Nobel per la Pace, Barack Obama ha mandato altri 30 mila soldati in Afghanistan e, rispetto a Bush, ha aumentato del 13% le spese militari.
Ma il problema non sono gli americani e chi li comanda. Siamo noi europei.
di Massimo Fini per Il Fatto Quotidiano (leggi l’articolo completo)
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9 ottobre 2012
PRODIGIOSA YOANI, RIEMPIE TWITTER DI SE’ …E NON HA INTERNET
Di Salim Lamrani per Latinoamerica di maggio 2012 nel numero 118/119
Yoani Sánchez, famosa blogger cubana, è un personaggio molto particolare nell’ambiente della dissidenza cubana. Mai nessun oppositore ha ottenuto tanta esposizione mediatica né un riconoscimento internazionale così grande nel giro di poco tempo. Emigrata in Svizzera nel 2002, dopo due anni, nel 2004, ha deciso di rientrare a Cuba. Nel 2007 entra a far parte dell’opposizione cubana creando il suo blog Generación Y, e diventa un’irriducibile detrattrice del governo dell’Avana. Mai nessun dissidente a Cuba, e forse al mondo, ha ottenuto tanti riconoscimenti internazionali in così poco tempo, per di più con un particolare di non poco conto: a Yoani Sánchez è stato elargito così tanto denaro da consentirle di vivere tranquillamente a Cuba per il resto della sua vita. La blogger, infatti, è stata retribuita per un totale di 250.000 euro, un importo cioè pari a più di 20 anni di salario minimo in un paese come la Francia, quinta potenza mondiale. A Cuba il salario minimo mensile è di 420 pesos, pari a 18 dollari e a 14 euro, il che significa che Yoani Sánchez ha ottenuto, per la sua attività di oppositrice, l’equivalente di 1.488 anni di salario minimo cubano.
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5 ottobre 2012
Oggi hanno arrestato Yoani Sanchez. E tutti i media del mondo si sono messi a urlare e protestare contro la mancanza di democrazia di Cuba e l’arresto a loro dire pretestuoso di una dissidente del regime dei Castro.
Nessuno invece fa caso ai dissidenti cubani arrestati negli Stati Uniti e in galera dal 1998.
Dissidenti sì, ma dal lato sbagliato. Infatti sono in galera (nelle democratiche celle americane) perché dagli Stati Uniti controllavano (e in pratica spiavano) le attività antigovernative dei cubani anticastristi residenti in Usa.
In pratica una versione segreta di quello che faceva la Sanchez, che denunciava le attività cubane, ma pubblicamente.
Questo perché molti cubani negli Stati Uniti partecipano ad azioni, anche violente, di eversione contro il governo castrista.
I cubani arrestati sono conosciuti in America come i Cuban Five (in Italia “I cinque di Miami”) e sono: Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Fernando González, Antonio Guerrero e René González. Quest’ultimo è l’unico che è stato finora rilasciato, a ottobre 2011.
Il processo che li ha condannati, sostanzialmente per spionaggio nei confronti del Governo americano, è giudicato molto dubbio dai più.
In patria i cinque sono considerati degli eroi e difensori della libertà di Cuba.
Ma per loro il mondo tace, non strepita. Forse perché non hanno una connessione con cui poter mandare i loro articoli a El Pais…
Etichette: arresti, Castro, Cuba, democrazia, dissidenza, libertà, proteste, Stati Uniti
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