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La Siria “liberata”

31 gennaio 2013

Un giudice della Siria liberata ci spiega come somministra le frustate
di Susan Dabbous per Il Foglio

Prima di diventare giudice della Corte islamica di Darkush, Sheikh Bilal insegnava Religione in un istituto tecnico. Ora rappresenta la legge in questo villaggio siriano di meno di diecimila abitanti a ridosso del confine turco nella regione di Idlib.

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Conflitto a Gaza: Israele ha perso due volte

26 novembre 2012

DI Norman G. Finkelstein per informationclearinghouse.info

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Non ci vuole certo uno scienziato per capire che Israele ha appena subito una sconfitta storica.

Bastava solo guardare alla copertura delle notizie internazionali.

La BBC insisteva con i suoi pessimi reportage su quest’ultimo conflitto israelo-palestinese.

Ma questa sera si è dovuto riconoscere che la popolazione di Gaza era per le strade a festeggiare.

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Il meglio deve ancora venire (Obama – Ligabue)

12 novembre 2012

Solo in Italia si può scambiare Obama per un uomo di sinistra. Così come solo in Europa si può credere che i Democratici siano meno guerrafondai dei Repubblicani.

Fu il democraticissimo Kennedy a iniziare la guerra del Vietnam e il repubblicano Nixon (il miglior presidente che gli Usa abbiano avuto nel dopoguerra) a chiuderla. Fu sempre Kennedy a combinare il pasticcio della Baia dei porci e il democratico Carter quello del blitz in Iran. È stato il democratico Clinton a scatenare la più assurda delle ultime guerre occidentali, quella contro la Serbia, europea e cristiana. In quanto al Nobel per la Pace, Barack Obama ha mandato altri 30 mila soldati in Afghanistan e, rispetto a Bush, ha aumentato del 13% le spese militari.

Ma il problema non sono gli americani e chi li comanda. Siamo noi europei.

di Massimo Fini per Il Fatto Quotidiano (leggi l’articolo completo)

Stati canaglia

9 novembre 2012

Quanti Paesi ha invaso la Gran Bretagna? Facciamo prima a dire quanti NON ha mai invaso:

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La guerra in Siria e l’ipocrisia dei media

28 agosto 2012

Magistrale articolo di Massimo Ragnedda per Tiscali.it. Ne consiglio la lettura da cima a fondo.

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Quanta ipocrisia dietro il conflitto siriano. E quanta malafede nella disinformazione. In Siria è in atto una guerra civile, molto delicata e che travalica i confini nazionali. È una guerra tra interessi geostrategici e fazioni opposte, sostenute e foraggiate da grandi potenze per motivi contrapposti. Quella in Siria è una guerra per ridisegnare il Medio Oriente, per estendere i propri interessi e la propria egemonia, per controllare confini e risorse, per conquistare mercati e alleati. Basta con tutta questa ipocrisia occidentale dei diritti umani. Parliamoci chiaro senza prenderci in giro: alle potenze occidentali (non dico all’opinione pubblica, ma ai governi piegati agli interessi delle multinazionali) non interessa un fico secco dei diritti umani, così come non interessano alla Cina e alla Russia, ma sono solo un pretesto usato per coprire le reali ragioni che spingono gli stati ad entrare in guerra. Altrimenti non si capirebbe come si possa condannare la Siria e salvare l’Arabia Saudita (probabilmente una delle peggiori dittature al mondo), salvare la crudele repressione del Baharain, giustificare il Qatar e l’aver tollerato per 30 anni Mubarak. Non sto difendendo Assad e suoi crimini, ma sono nauseato dall’ipocrisia di chi parla di violazione dei diritti civili e della necessità di un “intervento umanitario” – vecchio slogan sempre buono nel mondo occidentale per giustificare le peggiori nefandezze – della comunità internazionale, intendo per essa l’Occidente e la Nato.

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Siria: “Pronti per farvi sparare?”

18 giugno 2012

“Ecco cosa succede nella Siria dei ribelli”.

È l’amaro commento che fa Alex Thomson, giornalista della televisione britannica Channel 4. Inviato nel paese mediorientale, si trova a fronteggiare una situazione davvero incredibile. Nella “terra di nessuno” dove è facile prendersi un proiettile vagante e anche gli operatori Onu pensano prima di tutto a salvarsi la pelle, per andare in giro bisogna stringere accordi con i capi di turno.

Thomson si reca in una zona controllata dai ribelli. Si rivelano irritanti e ostili. Ma il tempo passa e giunge l’ora di tornare alla base. Il giornalista e il suo autista vogliono giustamente fare la strada inversa. Ai check point si ricorderanno di loro e della loro macchina e non faranno problemi a farli passare di nuovo, pensano.

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Cosa succede in Siria/8

12 marzo 2012

Un illuminante articolo di Marinella Correggia che spiega molto bene come si fa informazione (sbagliata) sulle vicende siriane.

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di Marinella Correggia

Come è successo per la Libia pochi mesi prima, in Siria media occidentali e arabi ma anche organismi onusiani e Ong diffondono come oro colato i dati e i video preparati dai soli oppositori,, a servizio di una narrazione a senso unico: “un intero popolo di vittime civili e disarmate dell’efferata repressione del regime”. Il 28 febbraio titola la Reuters (http://www.reuters.com/article/2012/02/28/syria-idUSL5E8DRAQZ20120228): “Le forze di sicurezza siriane hanno ucciso oltre .7500 civili dall’inizio della rivolta, dichiara un funzionario Onu”. In realtà, Lynn Pascoe, sottosegretaria onusiana agli affari politici, non ha specificato chi abbia ucciso chi. E lascia anche indeterminata la fonte, i soliti  ‘rapporti credibili’. Stilati però da oppositori e da media chiaramente schierati, come quelli che a Homs erano embedded con gli armati. Le contraddizioni  nella narrazione sono molte e si notano perfino senza essere stati in loco.

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Cosa succede in Siria/7

20 febbraio 2012

Sui giornali e sui media principali arrivano notizie sempre più preoccupanti dalla Siria, dove sarebbe in atto una vera guerra civile.

Spesso però i reportage si fanno sottolineando solo le repressioni del regime di Assad ed evitando accuratamente invece le stragi che avvengono anche per mano dei cosiddetti “ribelli”. Anche quando si fa la conta dei morti e si raccontano di attacchi contro civili, si evita sempre di dire da quale parte provengono questi attacchi, facendo così credere che siano sempre colpa del governo.

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Non solo petrolio

23 gennaio 2012

È sempre una questione di soldi. La finanza e l’economia sono sempre al centro di tutto e la causa della maggior parte dei conflitti. Chi pensa ancora alle guerre come “buoni” contro “cattivi”, “giusti” contro “malvagi”, non ha francamente ancora capito nulla.

Eccone l’ennesima conferma.

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Animals

31 agosto 2011

Gli animali dello zoo di Tripoli sono alcune tra le vittime innocenti e dimenticate in questa guerra.

Leoni, tigri, ippopotami: tutti versano in pessime condizioni, con poco cibo, ma soprattutto poca acqua.

Un video della Cnn, realizzato dal giornalista Nic Robertson, ci porta all’interno di questa struttura in abbandono.


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